“Piccola martire”

Dell’Eucarestia

 

 

La profezia con cui la Madonna ha disvelato alla piccola Adelaide, fin dalla seconda apparizione, una vita di sofferenza è parte integrante del messaggio Eucaristico contenuto nel ciclo epifanico di Ghiaie, e lo illumina.

 

Occorre considerarla infatti, nel contesto della vocazione Sacramentina alla quale la Madonna invita la piccola Adelaide, lo stesso giorno, 14 maggio 1944.

 

Com’è noto, le parole della Madonna rivolte quel giorno ad Adelaide sono le seguenti:

 

Tra il quattordicesimo e il quindicesimo anno ti farai suora Sacramentina. Soffrirari tanto e poi tanto. Ma non piangere perché dopo verrai con me in Paradiso.

 

 

Come già rilevato, più, volte,

 

il tempo indicato dalla Madonna per la vocazione di Adelaide – tra il 14° e il 15° anno – è lo stesso nel quale le ragazze d’Israele erano solite contrarre il matrimonio; dunque lo stesso nel quale la Madonna ha concepito il Verbo di Dio, e sposa Giuseppe.

 

Per questo, con l’esortazione -  fra il 14° e il 15° anno ti farai suora Sacramentina” - Adelaide ha ricevuto dalla Madonna la Grande Missione di diventare Sua immagine fedele in quanto Madre del Verbo.

    

E poiché la vocazione di Adelaide, non si può comprendere se non alla luce del mistero dell’Incarnazione del Verbo nel Seno della Vergine Maria, che si ripete misticamente nelle caste vergini consacrate alla vita religiosa,

 

di conseguenza, anche la vita di sofferenza – “Soffrirari tanto e poi tanto” - preannunciata dalla Madonna ad Adelaide subito dopo l’esortazione a farsi suora Sacrametina – ovvero sposa dell’Eucarestia – deve essere considerata nello stesso mistico contesto.

 

Sarebbe perciò, un gravissimo errore separare il martirio di Adelaide dal messaggio espresso nel ciclo epifanico di Ghiaie, che si colloca, come detto, nella Luce della Pasqua,

 

nella quale si comprende infine, la chiusura stessa della comunicazione della Madonna quello stesso giorno 14 maggio: “Ma non piangere perché dopo verrai con me in Paradiso”.

 

Il martirio di Adelaide dev’esser pertanto considerato alla luce del mistero dell’Incarnazione, Morte, e Resurrezione di Cristo.

 

Non altrimenti!

 

La qualcosa, comporta che non può essere attribuito a qualcuno – persona o gruppo in particolare – che ha operato facendola soffrire ed eleggendola a vittima, ma a tutti coloro che hanno partecipato alla sua storia dolorosa, e che cercano di capirla.

Come il martirio di Cristo, il martirio di Adelaide, che ne è un’immagine, chiama tutti alla Conversione e alla Comunione, poiché si colloca nella storia della Salvezza.

 

Solo così si può comprendere lo stretto legame fra l’Eucarestia e le apparizioni di Ghiaie, che, come detto, per questo stesso legame, sono le apparizioni della Chiesa.

 

(Importante cogliere in questa seconda apparizione il cambio d’abito della Madonna, ma di questo tratteremo più avanti)

 

 

13 giugno 2018

 

Significato Eucaristico

nel ciclo epifanico di Ghiaie

 

 

La prima apparizione del 13 maggio

 

Il bozzetto dipinto dalla pittrice Vitalba, presentato nella chiesa di Agrate Brianza il 13 maggio 2018, raffigura la prima apparizione della Santa Famiglia alla piccola Adelaide il giorno 13 maggio 1944.

 

Finalmente dopo 74 anni possiamo leggere visivamente nei particolari la stessa apparizione e comprenderne il significato.

 

Lo si farà per gradi.

 

Prima di tutto occorre ricordare che la sera del 13 maggio Adelaide, torna al suo villaggio con le amiche, dalla Parrocchia dove ha seguito la dottrina in preparazione alla Prima Comunione.

 

 

Questo fatto è importante, come lo è la Prima Comunione che Adelaide riceverà il 28 maggio, solennità di Pentecoste, giorno della decima apparizione.

 

Non bisogna dimenticare infatti, che nella seconda apparizione Adelaide è chiamata dalla Madonna a vestire l’abito delle suore Sacramentine, adoratrici dell’Eucarestia.

 

Come si vedrà, fin dalla prima apparizione il ciclo epifanico di Ghiaie comunica un grande messaggio Eucaristico. Che l’Inquisitore don Cortesi cercherà di distruggere mettendo in cattiva luce la piccola Adelaide nel suo amore per l’Eucarestia.

 

 

I DUE COLOMBI BIANCHI

 

Occorre innanzitutto ricordare che, dopo esser tornata dalla dottrina in preparazione alla Prima Comunione, giunta nel prato con la sua carriola a raccoglier fiori per l’altarino del casolare, due colombi bianchi, in un volo leggero e armonioso, guidano lo sguardo di Adelaide a un punto luminoso a oriente che in un istante giunge fino a lei e si apre in una luce sfolgorante mostrando le tre persone della Santa Famiglia ciascuna avvolta da un ovale di luce.

Sono i due colombi bianchi che precedono la Coppia Eucaristica Gesù Maria, a veicolare per primi questo significato.

Queste due creature stupende introducono al messaggio Eucaristico delle apparizioni.

Come abbiamo scritto in altra pagina, (vedi: Comunione d’amore) i due colombi bianchi ci parlano della coppia come luogo dell’amore, luogo di nascita di tutto ciò che è famiglia e comunione, “come un cuor solo e un’anima sola”, sono immagine di un unico corpo spirituale, di una profonda concordia e un’autentica pienezza d’amore, luogo d’incontro fra l’amore umano e l’amore divino.

 

La diade dei due colombi anticipa l’apparizione della coppia Eucaristica Gesù e Maria,

sublime modello universale di Comunione e di ogni vero e autentico amore, la più bella diade d’amicizia e d’amore mai apparsa nella storia umana, coppia santa e immacolata che ha cancellato il peccato dei Progenitori realizzando pienamente e in tutta concretezza, nella nostra esistenza, il modello umano-divino d’amore eternamente vivo nel Cielo di Dio.

 

 

LA SANTA FAMIGLIA

 

Ed ecco che proprio nel cielo dove i colombi hanno condotto gli occhi di Adelaide, d’un tratto si accende, lontano, a oriente, un punto di luce dorata. È un piccolo sole che procede verso di lei con una rapidità impressionante e in pochi istanti investe Adelaide avvolgendola nella sua luce sfavillante, accecandola. Il bagliore è intensissimo. L’emozione fortissima. La visione insostenibile. Adelaide è costretta a coprirsi gli occhi con un braccio per riparare la vista da questo fulgore violento, riuscendo però a scorgere di fronte a lei tre cerchi luminosi dentro i quali tre figure imponenti dall’aspetto regale la stanno guardando.

È stordita, scioccata, ha paura. L’irruzione improvvisa di questa luce intensa e di queste figure tanto maestose le tolgono il respiro, lasciandola senza fiato. Adelaide si sente mancare. Cerca allora una via di fuga abbassa lo sguardo, si gira. Vuol correre, scappare, per allontanarsi il più possibile da quella visione tanto mirabile e gigantesca per lei. Ma non riesce. Una forza misteriosa le impedisce di muoversi. La trattiene. E una voce delicata, soave, come zucchero filato l’avvolge teneramente come un velo gettato su di lei per fermarla:

«Non scappare, sono la Madonna». È una voce materna, dolcissima, che penetra nel profondo della sua anima, come una carezza, rassicurandola. Una voce che, improvvisamente, le ha donato calma e serenità permettendole di rialzare di nuovo lo sguardo verso il globo luminoso e intravedere in quel bagliore accecante il volto mirabile di colei che l’ha chiamata e le sta sorridendo amorevolmente.

Bellissima! Maestosa! Coperta da un grande velo azzurro, ritagliato in una luce dorata, la Madonna stringe al cuore, fra le sue braccia, sopra il vestito bianco, nella pienezza di un grande splendore, il suo adorabile Bambino Gesù ricoperto da un abito rosa. Al suo braccio è sospeso un bianco rosario. Due rose bianche le ornano i piedi. E dietro a lei, leggermente discosto, con la tunica marrone e il bastone fiorito di un candido giglio, san Giuseppe avvolto nella stessa luce.

 

SIGNIFICATO DEI COLORI E DEGLI ABITI

 

La veste marrone di Giuseppe indica semplicità e umiltà. – Il bastone col giglio è simbolo di forza divina col quale si pone a sostegno della coppia Gesù-Maria, senza condizioni, solo per amore puro. E’ l’uomo giusto e casto.

Il vestito bianco e rose bianche indica che Maria è la Tuttapura, l’Immacolata Concezione – La collana di perle unite in oro indica che è la Città di Dio, la Gerusalemme Celeste (Ap. 21,21 – 12 porte 12 perle, ciascuna porta una perla), la Sposa dell’Agnello. Il velo azzurro simboleggia la sua appartenenza al Cielo e dunque al Figlio, che viene da Cielo come mostrano gli occhi azzurri.

Gli occhi azzurri di Gesù, come il velo di Maria, indicano la Sua Essenza; è il Verbo di Dio disceso dal Cielo -  Il suo vestito rosa, come la carne di Maria, rammenta che da lei ha preso il corpo, che in lei si è incarnato. Questo corpo è nella Gloria di Dio come mostra la luce che lo attornia e attornia tutte e tre le persone.

 

Gesù e Maria sono la coppia Eucaristica anticipata dalla diade dei due colombi bianchi.

 

Rappresentano, come detto, il sublime modello universale di Comunione e di ogni vero e autentico amore, la più bella diade d’amicizia e d’amore mai apparsa nella storia umana, coppia santa e immacolata che ha cancellato il peccato dei Progenitori realizzando pienamente e in tutta concretezza, nella nostra esistenza, il modello umano-divino d’amore eternamente vivo nel Cielo di Dio.

 

15 maggio 2018