E Candido? Perché lo si ignora?

 

L’ipocrisia di chi lancia strumentalmente “il grido di padre Raschi” (come nell’ultimo articolo sul “Corriere di Bergamo”) si manifesta nell’assoluto silenzio su padre Candido, l’amico di Adelaide.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eccolo padre Raschi, nel giorno dell’ordinazione sacerdotale di Candido, accanto ad Adelaide con il volto basso e chiuso.

 

Come mai padre Raschi si trova lì? Che rapporto lo lega a Candido? E perché Adelaide è tanto triste?

Tutto questo gli estensori dell’articolo non lo diranno mai.

Su Candido c’è una consegna tacita che lega oppositori e fautori ipocriti delle apparizioni: SILENZIO!

 

Eppure, proprio da quel ragazzo diventato prete scaturisce la storia delle apparizioni.

 

Perché dunque, questo silenzio complice?

 

Sarà capace la brava giornalista, Donatella Tiraboschi, di scoprirlo?

La invitiamo a leggere gli articoli sul nostro nuovo sito:

 

http://www.lalucedighiaie.it/

 

e alcune notizie su Candido in questo sito:

 

http://www.alispezzate.it/incontri.htm

 

 

 

Voi chi dite che io sia?

 

Camminando con il mio amico, di vecchia data, Maurizio, verso la cappellina delle apparizioni, si rifletteva sulla confessione estorta ad Adelaide dalla quale è originata la negazione delle apparizioni, confermata dall’attuale Vescovo, che, incapace di affrontare quel nodo oscuro della storia, ha accontentato i fedeli con l’approvazione del culto a un evento che non esiste per lui, avendone negato la soprannaturalità.

 

“Eppure – mi dice Maurizio - proprio in questi giorni, sembra essersi scatenata una serie di annunci su nuovi fatti a Ghiaie. Quanti me ne hanno parlato, avendoli ascoltati anche per radio, si sono soffermati sempre sull’autorizzazione del culto considerandola il “via libera” come riconoscimento di quanto avvenuto nel maggio ’44, senza alcun approfondimento. Così, quando preciso il vero contenuto della decisione vescovile, sembrano non crederci, sono perplessi. A questo punto mi chiedo come un tempo doveva essere difficile per un cattolico conoscere la verità dei fatti, se anche i contemporanei, con i mezzi d’informazione oggi disponibili, si comportano come i loro avi. E’ una battaglia dura far emergere la verità”.

 

Gli ho risposto che si continua a negare Dio negando la ragione e la coscienza, per far credere a un dio senza ragione e senza coscienza.

 

E’ così che il Vescovo ha negato senza sapere cosa ha negato, semplicemente perché era più opportuno negare che affermare, non sapendo, peraltro, cos’avrebbe affermato se avesse affermato.

 

Allo stesso modo si comportano i fedeli, che desiderano semplicemente credere, senza ragione, fino al punto da pensare che la negazione del Vescovo sia un’affermazione, favoriti, in questo gioco di spoliazione dell’intelligenza, da falsi paladini, senza scrupoli, incapaci di onestà intellettuale, pronti a vendere senza pudore la coscienza per un prestigio bieco.

 

Chissà cosa risponderebbero se Gesù, presente alla cappelletta, come un povero mendicante, chiedesse loro: «Voi chi dite che io sia?».

 

Di certo, vedendo in Lui un folle, scandalizzati chiamerebbero i ministri del culto, che Lo caccerebbero, minacciandolo, pur avendoLo riconosciuto.

 

E Lui se ne andrebbe, in silenzio, a pregare nel bosco coi bambini martiri e gli angeli per l’umanità, e soprattutto per la Sua Chiesa che da tempo ha scelto il mondo…e la menzogna di cui il mondo si nutre.

 

19 settembre 2019

 

 

Betlemme, fonte nascosta delle apparizioni.

 

Al fine di aiutare i lettori ad inoltrarsi nel cuore delle apparizioni di Ghiaie e coglierne la fonte soprannaturale - che il Vescovo Beschi ha negato, con un Decreto senza alcun valore, tracciando semplicemente una riga su una storia ricchissima e complessa per evitare un esame serio e approfondito – abbiamo pubblicato nel sito  http://www.lalucedighiaie.it/ un nuovo articolo, nel quale si racconta brevemente la storia che precede le apparizioni, fino ad oggi totalmente oscurata e ignorata, da cui le stesse apparizioni scaturiscono.

 

Per la vera Fratellanza Universale

che questa Chiesa non vuol riconoscere

                                   

Il Vescovo Beschi è sceso a Ghiaie a dire Messa dichiarandosi semplice pellegrino, come non spettasse proprio a lui - pastore della Chiesa cui lo Spirito ha conferito il compito gravoso di guidare il gregge - l’onere di dirimere la verità dalla menzogna e indicare la strada.

 

Purtroppo,

 

senza alcun serio esame, ha dichiarato la non soprannaturalità delle apparizioni di Ghiaie chiudendo la Grande Luce offerta da Dio nel recinto di una falsa devozione, grazie alla quale, col tempo le apparizioni verranno diluite fino a scemare in un vago ricordo insieme alla piccola veggente della quale si ricorderà ingannevolmente l’obbedienza cieca e una sofferenza nascosta senza ragione.

 

Il Vescovo non ha esaminato i messaggi, né le figure simboliche, né il rapporto del ciclo epifanico con la liturgia della Chiesa.

 

Tantomeno si è peritato di capire la ragione dell’evento provvidenziale del maggio ’44, con cui il Cielo è entrato nella storia dolorosa dell’umanità al fine di sollevarla dall’abisso in cui era precipitata, e ricordare altresì alla Chiesa la Missione Salvifica a Lei offerta dal Verbo di Dio, Che, per opera dello Spirito Santo, si è incarnato nel seno della Vergine ed è morto sulla Croce per riconciliare l’umanità con Dio in una sola Famiglia.

 

Ci addolora vedere questa Chiesa, che dispone di persone colte e strumenti elevati, favorire la mediocrità.

 

Per questo, come semplice battezzato, al Vescovo, sottoponiamo la nostra riflessione sulla Missione offerta da Dio alla Chiesa con le apparizioni di Ghiaie, perché possa iniziare da qui la comprensione delle stesse apparizioni, così da discernere la vera Fratellanza desiderata dalla Madre di Dio dalla falsa fraternità che avanza corrompendo la Chiesa.

 

 

http://www.lalucedighiaie.it/la-missione/

 

01 settembre 2019

 

 

Adelaide in Paradiso,

compenso di una vita di martiro.

 

 

Il 31 maggio 1944, ultima apparizione, la Madonna aveva detto ad Adelaide, queste parole:

 

 

Cara figliola, mi spiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata, non sgomentarti se per un po’ non mi vedrai. Pensa a quello che t’ho detto; nell’ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire. Non scoraggiarti, desidero presto il mio trionfo, Prega per il Papa e digli che faccia presto perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo. Qualunque cosa mi si chiederà la intercederò presso mio Figlio. Sarò la tua ricompensa se il tuo martirio sarà allegro. Queste mie parole saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con pazienza che verrai con me in paradiso. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non verranno in paradiso se prima non avranno riparato e si saranno pentiti profondamente. Sta allegra che ci rivedremo ancora piccola martire.

 

Nell’anniversario della morte di Adelaide vogliamo soffermare il pensiero sulla promessa che la Madonna le ha fatto di portarla in Paradiso, cercando di capire perché l’ha ripetuta più volte.

 

Per comprendere il grande valore di questa promessa, reiterata, occorre innanzitutto rammentare come si è mostrata la Madonna, quel 31 maggio – ultima apparizione.

 

Scrive Adelaide:

 

La Madonna in questo giorno…Vestiva come nella prima apparizione.

 

Adelaide afferma dunque, che il 31 maggio – ultima apparizione – la Madonna si mostra come il 13 maggio – prima apparizione.

 

Questa coincidenza colpisce.

 

Ma è facilmente comprensibile se si rammenta che, mostrandosi nella prima apparizione col Bambino in braccio vestito di rosa (colore della carne umana), la Madonna ha voluto ricordare l’Incarnazione del Verbo di Dio nel suo Seno purissimo.

 

Grazie a questo assunto, non è difficile dedurre che, anche nell’ultima apparizione la Madonna ha voluto evidenziare l’importanza dello stesso grande Mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio.

 

La qual cosa porta a evidenziare questo grande Mistero quale fondamento dell’intero ciclo epifanico di Ghiaie, essendo posto al principio e alla fine delle stesse apparizioni.

 

E di conseguenza, a scoprire che solo in virtù del grande Mistero dell’Incarnazione del Verbo, si devono leggere e comprendere i messaggi lasciati dalla Madonna ad Adelaide per l’umanità e per la Chiesa.

 

Come la stessa promessa ad Adelaide di portarla in Paradiso, preceduta dall’esortazione: sopporta tutto con pazienza.

 

Il Paradiso promesso ad Adelaide appare chiaramente come il compenso di una vita di martirio, accettato da Adelaide per la salvezza dei peccatori, nella sequela di Cristo, il Verbo di Dio, Che, per questo fine, si è fatto uomo e ha sofferto fino a morire sulla Croce.

 

Sarò la tua ricompensa se il tuo martirio sarà allegro – dice la Madonna ad Adelaide ponendosi Ella stessa come il Paradiso per Adelaide martire, alla sequela di Cristo.

 

Contesto nel quale dev’essere intesa l’altra promessa della Madonna:

 

Qualunque cosa mi si chiederà la intercederò presso mio Figlio.

 

Che segue all’accorato appello del 29 maggio 1944,

 

Prega molto per coloro che hanno l’anima ammalata; Il figlio mio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole e per questo io soffro.

 

Anche l’avvertimento rivolto a quelli che volontariamente faranno soffrire Adelaide – destinati a non andare in Paradiso se prima non avranno riparato e si saranno pentiti profondamente – si comprende in questo stesso contesto e solo alla luce del mistero dell’Incarnazione del Verbo nel seno della Vergine Maria, destinata a consoffrire con il Figlio Crocifisso.

 

Mistero Grande che si ripete misticamente nelle caste vergini consacrate alla vita religiosa per la salvezza dei peccatori, e dunque, anche in Adelaide, chiamata dalla Madonna, fin dalla seconda apparizione, a farsi Suora Sacramentina e al martirio con la promessa di portarla con sé in Paradiso, come le aveva detto il 14 maggio 1944:

 

Tra il quattordicesimo e il quindicesimo anno ti farai Suora Sacramentina. Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso.

 

Nella promessa della Madonna di portare Adelaide in Paradiso dopo una vita di martirio, possiamo scorgere perciò, senza difficoltà, la porta d’ingresso per la comprensione dell’intero ciclo epifanico di Ghiaie: il Mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio.

 

(Seconda Persona della Santissima Trinità, Ch’é sceso dal Cielo e si è incarnato nel seno della Vergine Maria, in obbedienza al Padre, per opera dello Spirito Santo, per espiare i peccati del mondo sulla Croce – si rammentino a questo proposito le date della prima e ultima apparizione, 13 e 31, formate dagli stessi numeri 1 e 3, che rimandano alla Santissima Trinità – DIO UNO E TRINO.)

 

Solo in questo contesto si comprende perché più volte la Madonna ha reiterato ad Adelaide la promessa di portarla in Paradiso dopo una vita piena di sofferenze, come:

 

il 19 maggio 1944, due giorni dopo l’Ascensione:

 

Fatti coraggio in tutte le pene. Mi rivedrai nell’ora della tua morte ti terrò sotto il mio manto;

 

il 30 maggio 1944, due giorni dopo la Pentecoste:

 

Cara bambina, tu sei tutta mia, ma pur essendo cara al mio cuore, domani ti lascerò in questa valle di pianto e di dolore. Mi rivedrai nell’ora della tua morte e avvolta nel mio manto ti porterò in cielo. Con te prenderò pure quelli che ti comprendono e soffrono;

 

e, come detto, il 31 maggio, ultima apparizione.

 

Nell’ora della tua morte verrò ancora – le ha promesso quel giorno, per l’ennesima volta, per prepararla a un tremendo martirio.

 

Così che noi potessimo capire, proprio nella reiterazione della promessa, la ragione del tremendo martirio sofferto da Adelaide e alla fine vedere dinanzi ad Adelaide morente, la Madre di Dio che verso di lei allunga le braccia e le dice:

 

Piccola martire ti sto aspettando vieni

 

http://www.lalucedighiaie.it/

 

 

 

“La battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana

sarà sul matrimonio e sulla famiglia”

 

 

Suor Lucia di Fatima al Cardinal Carlo Caffarra.

 

 

 

 

Dopo l’infausto Decreto con il quale Mons. Beschi, vescovo di Bergamo, ha dichiarato la non-soprannaturalità delle apparizioni di Ghiaie, confermato con l’Eucarestia celebrata l’11 agosto presso la cappella delle non-apparizioni, come lui afferma,

 

per comprendere quale grande favore sia stato concesso ai nemici di Cristo negando le apparizioni di Ghiaie - immenso dono di Grazia offerto dal Cielo alla Chiesa e all’umanità proprio in difesa del matrimonio e della famiglia, che Satana tenta di distruggere dentro e fuori la Chiesa,

 

si ritiene necessario ricordare un passo della lettera di suor Lucia di Fatima al Cardinal Carlo Caffarra - Presidente fondatore del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia.

 

 

Il Cardinale aveva scritto a suor Lucia:

 

Il Papa ha voluto questo Istituto. Stiamo attraversando un momento molto difficile. Ti chiedo solo di pregare

 

Non si aspettava una risposta.

Invece, con sua gran sorpresa, dopo non più di due o tre settimane, ha ricevuto una lunga lettera scritta a mano.

La lettera di suor Lucia finiva così:

 

Padre, verrà un momento in cui la battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia. E coloro che lavoreranno per il bene della famiglia sperimenteranno la persecuzione e la tribolazione. Ma non bisogna aver paura, perché la Madonna gli ha già schiacciato la testa”.

 

La notizia è stata pubblicata da vari media e siti internet. Ricordiamo in particolare un’intervista esclusiva pubblicata su ALETEIA, al termine della quale l’intervistatrice chiede al Cardinale se “le parole di Suor Lucia sulla “battaglia decisiva” sono state una profezia?”

 

Si assolutamente” – risponde il Cardinale – “Ciò che Suor Lucia mi ha scritto si sta adempiendo oggi”.

 

https://it.aleteia.org/2017/05/22/intervista-cardinale-caffarra-suor-lucia-battaglia-finale-satana-famiglia/

 

Si veda anche il video su youtube

 

https://www.youtube.com/watch?v=zTsQWccpUvo

 

 

La Curia e il Vescovo di Bergamo hanno cancellato le apparizioni di Ghiaie per sostenere l’opera distruttiva del Tribunale Ecclesiastico e l’Inquisizione violenta di don Cortesi, offrendo, in cambio della verità, una falsa devozione per far credere di difendere la famiglia e il matrimonio senza la Luce di Cristo.

 

Ma la Luce della Verità continua a risplendere nelle tenebre.

“Le tenebre non l'hanno sopraffatta”!

 

http://www.lalucedighiaie.it/

 

Domenica 18 agosto 2019

 

Τετέλεσται

 

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse:

 

«Tutto è compiuto!».

 

E, chinato il capo, spirò.

 

Non è necessario commentare quel che ha detto il Vescovo Mons. Beschi domenica sera, 11 agosto, nell’Eucarestia celebrata alla cappelletta delle apparizioni dopo averle negate per decreto.

 

Dopo il suo decreto, le sue parole non contano nulla.

Sono solo parole di circostanza pronunciate per oscurare la Verità e ingannare.

 

Solo le Parole eterne del Signore, pronunciate nella Sua Santa Passione e Morte sulla Croce, occorre ricordare.

Per capire che:

tutto è avvenuto com’era necessario avvenisse.

 

Per questo - poiché tutto si è compiuto, come doveva compiersi fin dal Principio – anche in quel luogo, santificato dalla presenza del Signore con la Sua Santa Madre e san Giuseppe, la Luce della Verità continua a risplendere nelle tenebre.

 

“Le tenebre non l'hanno sopraffatta”!

 

 

http://www.lalucedighiaie.it/

 

 

Annunciando la Messa del Vescovo, la Parrocchia di Ghiaie eleva la cappella delle apparizioni a “cappella santuario” 

 

Com’è possibile?

 

visto che per lo stesso Vescovo, NON COSTA alcuna manifestazione soprannaturale in quel luogo, segnato invece dalla menzogna, come ha sancito il Tribunale Ecclesiastico della sua stessa Diocesi.

 

E’ una domanda che abbiamo già posto senza ottenere alcuna risposta.

 

Se il Vescovo affermasse pubblicamente con un decreto che Adelaide non ha mentito e le apparizioni sono vere, allora il luogo dovrebbe essere considerato santo, e su quel luogo potrebbe essere eretto un santuario (essendo il santuario un luogo che ha acquistato carattere sacro per la manifestazione o la presenza in esso della divinità, o perché connesso a eventi e fenomeni considerati soprannaturali).

 

Purtroppo, è il contrario.

 

Affermando pubblicamente, con un decreto, che le apparizioni non sono vere, il Vescovo dichiara, conseguentemente, che Adelaide ha mentito e che, perciò, il luogo dove celebrerà la Messa non è santo, perché segnato dalla menzogna.

 

Molti s’illuderanno. E penseranno che il Vescovo approverà le apparizioni dopo averle definitivamente negate.

 

La verità è che il Vescovo la pensa come l’Inquisitore don Cortesi che ha distrutto le apparizioni.

 

Per capirlo basta confrontare un passo della recente lettera dello stesso Vescovo Beschi con un passo del libro di don Cortesi, usato dal Tribunale Ecclesiastico per sancire la non soprannaturalità delle apparizioni di Ghiaie, da cui è scaturito il Decreto di Mons. Bernareggi e quello dell’attuale Vescovo Beschi.

 

Dalla lettera del Vescovo Beschi del 1 gennaio 2019

http://parrocchiaghiaie.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/Lettera-del-Vescovo-Mons.-Beschi.pdf

 

Il vescovo mons. Adriano Bernareggi, dopo attenta riflessione, ponderata ogni cosa, giunse a dichiarare che non vi erano elementi tali da potersi stabilire la soprannaturalità delle presunte apparizioni: non constat! Ai pastori è richiesto di assumersi la responsabilità di indicare una strada certa piuttosto che un cammino tortuoso e incerto.

 

Da libro di don Cortesi

Il problema delle apparizioni di Ghiaie, pg. 230

 

Un risultato negativo è pur sempre una preziosa conquista positiva che paga la spesa di un lungo studio. La verità più triste mi è più soave del sogno più bello. Nelle cosiddette apparizioni di Ghiaie non consta il carattere soprannaturale…esse sono una creazione pseudologica fantastica della bambina Adelaide Roncalli. Secondo la confessione di Adelaide esse si riducono totalmente senza residui a menzogna consapevole”

 

La strada certa” di Beschi è “la preziosa conquista positiva” di Cortesi. 

 

Il Vescovo Mons. Beschi verrà a Ghiaie a confermare, l’opera nefasta dell’Inquisitore e del Tribunale Ecclesiastico di Bergamo.

 

E lo farà mediante l’Eucarestia!

 

San Filippo Neri diceva che “con l’orazione domandiamo a Dio le grazie, nella Messa lo costringiamo a darcele”.

Forse il Vescovo Mons. Beschi l’ha dimenticato.

Come deve aver dimenticato che “la Santa Messa è opera di Dio” come diceva il santo Curato d’Ars.

 

Per questo di nuovo lo preghiamo di non dire la santa Messa alla cappellina delle apparizioni a Ghiaie di Bonate, domenica 11 agosto.

 

Dio sarebbe costretto a negare la propria Opera, mediante lui, Ministro di Dio, e mediante i fedeli che a quella Messa parteciperanno a confermare un’opera nefasta.

 

In cammino verso la Verità

 

Nonostante questa Chiesa, e i suoi pastori, che ancora la negano.

 

Dopo aver dichiarato - nel Decreto del 13 febbraio - che le apparizioni di Ghiaie non sono vere,

 

domenica 11 agosto alle ore 20,30, Mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo si recherà alla Cappella eretta 74 anni or sono, dal suo predecessore Mons. Adriano Bernareggi sul luogo delle apparizioni, per una celebrazione Eucaristica.

 

La ragione di questa scelta è chiara ed evidente:

 

proprio quel giorno, Mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, mediante il Santo Sacrificio Eucaristico confermerà solennemente il suo Decreto e dichiarerà che le apparizioni di Ghiaie non sono vere.

 

In unità con Cristo-Eucarestia, il Vescovo riaffermerà che il 13 maggio 1944 Cristo-Bambino non è apparso, in quel luogo, come lo ha visto Adelaide: in braccio alla Sua Santa Madre, con san Giuseppe accanto a loro.

 

Invano, certo clero, certi religiosi e certi falsi paladini, si affanneranno a dire che il Vescovo intende smentire nascostamente il suo Decreto, come fosse incapace di capire.

 

Purtroppo, mediante il Santo Sacrificio della Messa, il Vescovo porrà Cristo Eucarestia contro il Cristo Bambino apparso ad Adelaide, in braccio alla Sua Santa Madre.

 

Per questo, lo esortiamo umilmente a riconsiderare la sua decisione e, nell’attesa, fermare il suo pensiero, in particolare, sulla prima apparizione, quella del 13 maggio 1944.

 

Se lo farà,

riconoscerà facilmente nel Cristo Bambino apparso ad Adelaide, il Verbo di Dio che si è incarnato nel seno della Vergine Maria per farsi Eucarestia,

e, nella coppia sublime Gesù-Maria, tutti i riferimenti simbolici che rimandano al fondamento della nostra Fede.

 

Potrà poi continuare a riflettere sulle altre apparizioni, e scoprire nel ciclo epifanico di Ghiaie - che accompagna la liturgia della Chiesa in perfetta sintonia col tempo della Pasqua - un compiuto insieme teologico, inesauribile di significati sempre più alti e profondi.

 

A tal fine,

 

affinché il Vescovo possa comprendere che le apparizioni di Ghiaie sono un immenso dono di Grazia perché la Chiesa del nostro tempo - sul quale incombono tenebre nerissime - si confermi nella Fede e nella propria Missione,

 

offriamo il nostro studio raccolto nel sito internet:

 

http://www.lalucedighiaie.it/

 

Devozione o feticismo?

 

Con tutto il rispetto per chi indossa la veste talare o l’abito del religioso e ricopre un Ministero importante, ricordando che il nostro Dio è, oltre che Via e Vita, anche Verità, mi permetto di rilevare di nuovo la contraddizione grave nella quale il Vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, ha messo i fedeli che credono alle apparizioni di Ghiaie e i sacerdoti responsabili del culto approvato col Suo Decreto, nel quale si vieta di credere alle stesse apparizioni, dal momento che – secondo il suo Decreto - in esse “Non costa” alcunché di soprannaturale.

 

E’ stato davvero sconcertante vedere, nella ricorrenza delle apparizioni, e nel luogo delle apparizioni, i ministri del culto permettere atti di devozione, evidentemente in accordo con il Vescovo, che, in questo modo, mostra, grazie ai suoi ministri, non solo di negare, di fatto, il proprio Decreto, ma anche di alimentare il feticismo, in cui si collocano le manifestazioni di devozione a una realtà puramente umana (non soprannaturale).

 

Mi riferisco, in particolare, al permesso dato ai fedeli di entrare nella cappellina delle apparizioni - proprio là dove è appeso il Decreto che le nega - per toccare e baciare, come un feticcio, la pietra collocata in bella vista sotto l’altare sulla quale, oltretutto, Adelaide non ha mai messo piede. Una cappellina, non solo colma di ex voto privi di valore perché di miracoli non ce ne sono mai stati secondo la Curia di Bergamo, ma anche corredata di un grande dipinto raffigurante una signora leziosa, che dovrebbe ritrarre una delle tredici apparizioni - inautentiche secondo il Vescovo.

E poi ancora, mi riferisco al permesso di esporre in vendita, nel botteghino retrostante, libri sulle apparizioni di qualche autore scelto chissà come, e oggettistica che ricorda le stesse apparizioni - inautentiche secondo il Vescovo.

 

Questo lo scrivo, con grande dispiacere, pensando al Vescovo, costretto a opporsi alla Grazia - e ai membri della Commissione (incaricata dal Vescovo di esaminare per l’ennesima volta le apparizioni di Ghiaie) i quali, pur accertando il profondo valore teologico delle stesse e la loro soprannaturalità, per difendere una ragione di potere, le hanno negate.

 

13 maggio 2019

 

 

Il NON CONSTA ottenebra la Fede.

 

Ben 75 primavere sono trascorse!

E un altro “maggio odoroso” torna a rifiorire nel povero villaggio delle apparizioni, purtroppo segnato, dopo tanto tempo, da un altro NON CONSTA.

 

Le apparizioni di Ghiaie non sono vere – sentenzia la Chiesa – a conclusione di un’indagine di cui non si conoscono gli atti – confermando il giudizio negativo scritto da don Cortesi, l’Inquisitore di Adelaide, nel suo libro – Il problema delle apparizioni di Ghiaie - grazie al quale i Giudici del Tribunale Ecclesiastico di Bergamo hanno emesso la sciagurata sentenza distruttiva, sancita poi, dal NON COSTA di Mons. Bernareggi.

 

La conclusione dell’aspra indagine è tragicamente negativa”- dichiarava don Cortesi (pg.230).

 

Un risultato negativo è pur sempre una preziosa conquista positiva che paga la spesa di un lungo studio; la verità più triste mi è più soave del sogno più bello” – continuava don Cortesi,

chiudendo la sua opera con un epilogo tragico, senza lasciare spiragli:

 

“Tutto è finito. In quell’angolo solitario delle Ghiaie, ove l’umanità fu beffata, rifiorirà selvaggiamente la vecchia siepe di nocciuolo, di sambuco, di biancospino; l’immensa solitudine, ricuperato il suo impero, continuerà a mescere il suo lieve sussurro col cinguettio degli uccelli e collo scrosciar del fiume. Sotto il rigurgito delle memorie, quella siepe, gli alberi, le margherite e l'erbe, negli annuali ritorni del maggio odoroso, trasaliranno e, nei fraterni colloqui notturni con le stelle, narreranno l'antica fiaba meravigliosa e malinconica di una dolce primavera di speranze, strinata dal gelo prima di fiorire, di una povera bimba settenne, tradita dal cupo genio del male. E le stelle pie, su quella terra solitaria, verseranno una lacrima.

 

E dunque, non è cambiato niente.

 

Il NON COSTA del Vescovo Beschi riafferma, dopo 75 anni!,  il giudizio negativo di don Cortesi - scritto in un libro edito dalla Curia di Bergamo e usato come prova nel Processo contro le apparizioni e contro Adelaide – quale giudizio definitivo di questa Chiesa.

 

Per questo, a nulla valgono tutti i tentativi ingannevoli di far credere che l’approvazione del culto prelude a un’approvazione delle apparizioni, inducendo i fedeli a pensare una cosa per un’altra, e così mentire obbedendo senza obbedire.

 

Oltretutto, occorre rilevare con sommo dolore, che il NON COSTA di Mons. Beschi, conseguente a una marea di errori gravi, è un errore ancor più grave perché compiuto dalla Chiesa nel nostro tempo segnato da guerre diffuse nel mondo, dalla perdita della Fede e dall’Apostasia.

 

Ma non ci rassegniamo.

 

E per tentar di aiutare il Vescovo a capire il grande valore delle apparizioni di Ghiaie per la nostra Fede, in preparazione al 13 maggio gli offriamo l’immagine che riassume la prima apparizione,

 

nella quale lo stesso Vescovo potrà riconoscere, senza difficoltà, gli elementi cardine della prima parte del Credo che egli stesso recita nella Santa Messa disponendosi, insieme ai fedeli, al Sacrificio Sacramentale in cui si compie il mistero della Redenzione.

 

 

Potrebbe, ad esempio, esaminare ad una ad una le tre persone della Santa Famiglia iniziando da san Giuseppe.

 

Nella veste marrone di Giuseppe (discosto dalla coppia Gesù-Maria) riconoscerà facilmente la sua umiltà e nel bastone col giglio la sua castità – elementi che permettono di vedere in Giuseppe lo sposo casto di Maria che si pone a sostegno della coppia Gesù-Maria, umilmente, senza condizioni, solo per amore puro.

 

Guarderà poi la figura di Maria Santissima.

 

Nel vestito bianco indossato da Maria Santissima, bianco come le rose bianche ai suoi piedi, riconoscerà che Maria è la Tuttapura, l’Immacolata Concezione, e nel velo azzurro che la riveste la sua appartenenza al Cielo e dunque al Figlio, Che viene da Cielo.

(La collana di perle unite in oro indica inoltre, che Maria, Madre del Verbo, è la Città di Dio, la Gerusalemme Celeste - Ap. 21,21 – 12 porte 12 perle, ciascuna porta una perla - la Sposa dell’Agnello);

 

Osserverà infine il Bambino Gesù in braccio a Maria Santissima.

 

Negli occhi azzurri di Gesù Bambino riconoscerà la Sua Essenza (ovvero che viene dal Cielo) e nel vestito rosa che Lo riveste, colore della carne umana, potrà vedere che quel Bambino è il Verbo di Dio incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo, e che il Suo Corpo è nella Gloria di Dio, come mostra la luce che Lo attornia e attornia tutte e tre le persone della Santa Famiglia.

 

Non sarà difficile al Vescovo comprendere, a questo punto, che l’immagine mostra mirabilmente il grande mistero dell’Incarnazione.

 

E dunque, nella coppia Gesù e Maria, posta al centro dell’immagine, ammirare il sublime modello universale di Comunione e di ogni vero e autentico amore; la più bella diade d’amicizia e d’amore mai apparsa nella storia umana, la coppia Eucaristica, santa e immacolata, che ha cancellato il peccato dei Progenitori realizzando pienamente e in tutta concretezza, nella nostra esistenza, il modello umano-divino d’amore eternamente vivo nel Cielo di Dio.

 

Dispiace che il Vescovo sia stato mal consigliato.

 

Speriamo possa comprendere e ravvedersi contemplando questa immagine che nessuno finora gli ha mostrato.

 

Al Vescovo da ultimo, proponiamo di esaminare anche le altre apparizioni.

 

Se lo farà potrà scoprire alla fine, che tutto il ciclo epifanico, in perfetta sintonia col tempo della Pasqua, accompagna la liturgia della Chiesa, come dono di Grazia offerto dal Cielo per ritrovare e rafforzare la Fede, pericolosamente ottenebrata, in questo nostro tempo, come al tempo delle apparizioni, segnato dalla guerra, e dall’Apostasia.

 

Maggio 2019

 

 

Che sciagura, il NON COSTA!

 

Forse è inutile chiedersi

 

se gli attentatori che hanno compiuto la strage in Sri Lanka avrebbero potuto convertirsi incontrando i missionari della Regina della Famiglia apparsa ad Adelaide.

 

E poi pensare che sono finiti “nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli”, proprio perché non hanno incontrato un missionario della Regina della Famiglia.

 

Tuttavia, la possibilità della loro conversione rimane, per chi crede alla Redenzione operata da Cristo sulla Croce.

 

Tutto quel sangue innocente dovrebbe inoltre, far comprendere quale sciagura si compie nell’ostacolare la missione di una vera conversione dei cuori, senza la quale i cuori si riempiranno d’altro odio e semineranno altro sangue innocente.

 

Ma, prima ancora di questo pensiero, occorre ricordare che è innanzitutto la Chiesa ad essere chiamata ad un itinerario di vera conversione del cuore, iniziando, come lei stessa insegna, dalla confessione dei peccati, senza la quale non si ottiene la Grazia del Perdono, la Riconciliazione con Cristo Crocifisso, l’amore per il fratello, e la Pace del cuore.

 

Il martirio di Adelaide lo implora.

 

E’ sufficiente coglierlo nei messaggi e nell’apparato simbolico delle apparizioni

per capire facilmente che le stesse apparizioni sono un dono di Grazia offerto dal Cielo per l’umanità in pericolo.

 

Il NON COSTA, copre solo l’incapacità della Chiesa a intraprendere un vero itinerario di conversione del cuore.

E, lo impedisce.

 

Per questo, è una sciagura!

 

24 aprile 2019

 

Il perdono sacerdoti, il perdono!

 

senza il quale non c’è salvezza.

 

Quando ho letto, sul Chronicon della Parrocchia delle Ghiaie, che

 

“domenica 12 maggio, alle 20,30 ci sarà una Processione aux flambeaux dalla chiesa Parrocchiale al Santuario della Madonna”,

 

subito mi son chiesto dove avrei dovuto andare perché non conosco alcun Santuario della Madonna a Ghiaie.

 

Poi ho pensato, non senza stupore, che si trattava, forse, della cappella delle apparizioni del Torchio, eretta, chissà per quale decreto, proprio a Santuario della Madonna.

 

Se è così vorrei sapere di più.

 

Perché la ragione, a questo punto, proprio non mi sorregge:

 

prima devo credere al Decreto del Vescovo secondo cui in quel luogo una bambina ha mentito spudoratamente quando ha detto di aver visto la Madonna, imbrogliando tutti - come ha scritto l’Inquisitore don Cortesi (legittimato dal Tribunale Ecclesiastico) che ha dichiarato quella bambina “ingannata dal “cupo genio del male”;

 

poi, al contrario, devo credere che quello stesso luogo demoniaco è diventato un luogo santo, tanto da ospitare addirittura un Santuario alla Madonna.

 

Come posso comporre questa contraddizione?

 

O quel luogo è demoniaco, come ha sancito il Decreto del Vescovo che conferma la sentenza del Tribunale Ecclesiastico, e dunque dovrebbe essere esorcizzato.

 

Oppure quel luogo è Santo, e allora è giusto erigere un Santuario.

 

Arrampicandosi sugli specchi, nel Chronicon uno scrittore tenta, in una sorta di equilibrio impossibile, di far credere che le apparizioni sono vere (e dunque santo il luogo delle stesse), ma che per il momento devono essere considerate false, e dunque demoniaco il luogo delle apparizioni.

Ma che non fa nulla, perché una cosa falsa un giorno può diventare vera, e un inganno del demonio rivelarsi una santa verità!

 

Seguendo lo stesso criterio, i fedeli dovrebbero perciò pensare che quella bambina ingannatrice, alla memoria della quale la comunità dedica un Centro Servizi, è da considerarsi allo stesso tempo santa e bugiarda!

 

Una gran confusione!

Ma dove sta il problema?

 

Semplice: nell’incapacità di chiedere perdono alla piccola martire Adelaide Roncalli.

 

Ma come si sa, per l’uomo, adulto soprattutto, non c’è cosa più difficile che ammettere le proprie colpe e chiedere, sinceramente, al Signore Crocifisso, perdono, diventato ormai solo uno strumento di esibizione da parte di chi lo utilizza per demagogia e ne altera la Natura Divina calpestandone la Grazia.

 

E’ proprio vero che bisogna farsi come bambini per entrare nel Regno dei Cieli. E che senza Perdono non c’è salvezza!

 

Solo questo impedisce di vedere e riconoscere la Verità. Anche a chi amministra il Perdono, e dunque il Sangue Preziosissimo di Cristo.

 

14 aprile 2019

 

Chi è Adelaide.

 

Un po’ di chiarezza. E un po’ di speranza.

 

“Tutti noi conosciamo Adelaide”

 

ha detto il Sindaco di Bonate Sopra, il giorno 31 marzo, in occasione dell’intitolazione ad Adelaide Roncalli del Centro Servizi di Ghiaie. 

 

A questa sua affermazione tuttavia, non è seguito un racconto chiaro che permetta di capire chi è Adelaide.

 

Di certo non bastano le frasi confuse e generiche pronunciate da lui, dal Parroco e dalle altre autorità, tutti concordi nel limitarsi a dire che Adelaide è un “chiaro esempio di dedizione e amore verso la comunità e verso la sua gente”.

 

Connotazione banale, oltre che infondata. Perché i documenti dicono un’altra cosa.

 

A me risulta che Adelaide è stata costretta a vivere lontana dalla sua comunità, fin da bambina, e poi, eccetto qualche breve periodo tormentato, per tutta la vita, perché considerata una “bugiarda”,

 

come ha sancito il Tribunale Ecclesiastico di Bergamo il giorno 14 giugno 1947, dopo tre anni di reclusione forzata e maltrattamenti subiti da Adelaide nei conventi delle suore Orsoline e della Sapienza,

(giudizio confermato dal Decreto Vescovile del 30 aprile 1948, e ribadito recentemente dall’attuale Vescovo Beschi il giorno mercoledì 13 febbraio 2019)

 

e come dimostra la svestizione alla quale Adelaide è stata costretta il 27 dicembre 1953, giorno della sua espulsione dal convento delle suore Sacramentine di Lavagna, decisa con Decreto della Santa Sede, mai revocato, e sempre confermato, a causa del quale è stata rifiutata dalle madri di tutti i conventi, che le hanno chiuso la porta in faccia).

 

Per questo motivo, nel ricordare Adelaide non bastano encomi generici.

Tanto meno è possibile tacere il martirio e l’esilio da lei sofferti: lontana dalla sua comunità e rescissa dal posto che il Cielo aveva deciso per lei nella Chiesa.

 

Non certo per accusare o intristire, bensì per evidenziare che proprio nella tremenda sofferenza del martirio e dell’esilio subiti, si nasconde provvidenzialmente il grande valore, ancora “sconosciuto” - come fa intendere il signor Parroco di Ghiaie - per il quale Adelaide merita di essere amata, ancor più che ricordata dalla sua comunità e dalla Chiesa.

 

Questo:

 

Sebbene torturata, nel silenzio dell’anima, in unione con Cristo Crocifisso e la Sua Santa Madre, Adelaide ha offerto il proprio incessante atroce dolore, per la comunità e per la Chiesa che l’hanno esclusa e martirizzata.

 

NB: mi è stato riferito da più testimoni che il signor Parroco, ai bambini seduti ai bordi dell’altare, proprio in questa occasione, ha detto che Adelaide da bambina ha visto la Madonna.

 

Mi fa piacere.

 

Ma quale valore ha questa sua affermazione se il Vescovo ribadisce la negazione della Chiesa?

Perché l’ha detta solo ai bambini? Forse che agli adulti, e soprattutto al Vescovo, quella frase non la può dire?

 

Se è così, spero vivamente che il signor Parroco possa un giorno farsi bambino e vedere anche il Vescovo come un bambino per esortarlo ad annunciare a tutti, a nome della Chiesa, che:

 

il 13 maggio 1944, il Cielo si è aperto dinnanzi agli occhi di Adelaide, sopra il prato del Torchio, per donare a tutti gli uomini una grande speranza di pace;

 

e poi accompagnarlo a chiedere perdono ad Adelaide, piccola martire (come l’ha chiamata la Madonna) riconoscendo il male che le hanno fatto la comunità e la Chiesa.

 

02 aprile 2019

 

Un riconoscimento inatteso:

Ad Adelaide Roncalli verrà intitolato il Centro Servizi di Ghiaie

 

Qualche settimana dopo il NON COSTA che decreta, per la seconda volta, la non soprannaturalità delle apparizioni della Santa Famiglia ad Adelaide Roncalli, il cui racconto, perciò, secondo la Chiesa, non deve essere considerato veritiero,

 

con grande sorpresa sul sito del Comune di Bonate Sopra si legge che alla stessa Adelaide Roncalli verrà intitolato il Centro Servizi di Ghiaie.

 

http://www.comune.bonatesopra.bg.it/upload/bonatesopra_ecm10/gestionedocumentale/31marzo-volantino_ultimo_784_11036.pdf

 

Inevitabile chiedersi come sia scaturita questa decisione.

Oltre all’annuncio, non troviamo nulla che possa aiutarci a capire. Nella locandina leggiamo solo che le “Autorità” interverranno dopo la Santa Messa.

 

E’ una bella notizia, di certo, ma incomprensibile.

Non si capisce infatti, quali meriti civili significativi possano essere attribuiti ad Adelaide Roncalli, che la distinguano dagli altri cittadini, per intitolarle un’Opera Pubblica così rilevante.

 

Clero e laici non hanno forse continuato a ripetere che Adelaide era una donna “ubbidiente, semplice e silenziosa”, come tante altre? Cosa c’è dunque, di tanto eccezionale in lei da elevarla, ad esempio, sopra tutta la comunità?

 

Qualcosa ci sfugge, evidentemente. Tanto più che il NON COSTA del Vescovo, non fa di lei una persona sincera (senza contare i giudizi orribili, espressi da don Cortesi nel suo libro – Il problema delle apparizioni di Ghiaie, edito dalla Curia di Bergamo – che permangono e non ricordiamo per carità).

 

Questa decisione improvvisa, proprio non si riesce a capire.

La ragione continua a cozzare contro decisioni indecifrabili: prima dell’Autorità religiosa, ed ora dell’Autorità civile.

 

Ma non vogliamo arrenderci.

 

E poiché crediamo nella Divina Provvidenza, cerchiamo comunque di cogliere una ragione nascosta anche in questo passaggio, che consenta di sciogliere un po’ la matassa tanto ingarbugliata delle apparizioni di Ghiaie.

 

Possiamo allora, intuire, ad esempio, che il Centro Servizi di Ghiaie sarà intitolato ad Adelaide in virtù del suo impegno nella cura degli ammalati, come infermiera.

 

Se fosse così, potrebbe esserci effettivamente un gran titolo di merito acquisito da Adelaide che la eleva nella stima sopra la comunità.

 

A questo punto non ci resta che attendere le motivazioni dell’intitolazione.

 

Nel frattempo, alle Autorità chiedo, per favore, di

 

non separare la vocazione religiosa di Adelaide dal suo impegno di cura verso il prossimo.

 

Poiché:

 

l’impegno di cura verso il prossimo, praticato da Adelaide fino alla fine della sua vita, non è stato altro che l’espressione concreta d’amore scaturita dalla Vocazione Eucaristica alla quale Adelaide è stata condotta dalla Madonna fin da bambina.

 

Adelaide è sempre stata sincera, nella vocazione e nella carità.

 

Il 14 maggio 1944, nella seconda apparizione, la Madonna le ha detto per davvero:

“fra il quattordicesimo e il quindicesimo anno ti farai suora Sacramentina

 

 

(Continueremo a trattare questo argomento)

 

25 marzo 2019

 

Un decreto senza motivi fondati, che costringe i fedeli a un’obbedienza cieca

e recide la ragione, è di fatto invalido.

 

Affermare che non v’è nulla di soprannaturale nelle apparizioni di Ghiaie senza addurre una ragione fondata, è un affronto:

ai fedeli, costretti a un’obbedienza cieca,

e agli insegnamenti della Chiesa, la quale sempre ribadisce il legame indissolubile fra fede e ragione.

 

 

Giovanni Paolo II, nella sua lettera enciclica “FIDES ET RATIO” scrive che:

 

la fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità.

 

 

Perché dunque,

 

spezzare una di queste due ali e negare la soprannaturalità delle apparizioni con un’affermazione sanzionatoria, senza dimostrazione alcuna, per ridurre tutto a una generica devozione impedendo il cammino di verità chiaramente proposto dal ciclo epifanico, che, intrecciato pienamente al Tempo della Pasqua nei messaggi e nella simbologia, conduce la mente a un itinerario spirituale lungo il quale è possibile ritrovare i fondamenti della Fede?

 

E’ un grave errore far credere che la Sapienza abiti solo in un castello elevato sopra il volgo incapace di intelligenza, e negare il messaggio del ciclo epifanico che esorta alla Comunione nell’Amore di Dio.

 

Per questo, alla luce della fede illuminata dalla ragione, occorre più che mai esortare il clero a ripensare il Decreto, ricordando che, come scrive Giovanni Paolo II

 

E’ Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso.

 

 

13 marzo 2019

 

Un racconto precostituito,

per confermare una realtà falsa,

e legittimare un decreto sbagliato.

 

Si chiama poiesis.

 

E’ l’arte di costruire la realtà con un racconto. In altre parole: un fare dal nulla.

Si dice, e si ripete, che una cosa è avvenuta in un certo modo perché tutti credano che sia vera, e sia realtà.

 

E’ questo il contesto in cui leggere la lettera del Vescovo di Bergamo e il Decreto con cui la Chiesa-Istituzione permette il culto a Ghiaie, negando le apparizioni.

 

La lettera del Vescovo si può ridurre a questa frase semplice:

 

Visto che le famiglie di Ghiaie, per decenni, hanno fatto propria la devozione alla Sacra Famiglia nelle liturgie e nei dipinti della chiesa parrocchiale dedicata alla Sacra famiglia, era inevitabile che la piccola Adelaide traducesse in visioni questa devozione, divenuta realtà nella sua piccola mente.

 

Per questo, non è necessario addentrarsi nei messaggi ricevuti da Adelaide, perché c’era già tutto prima, nella devozione alla Sacra Famiglia, in base alla quale devozione  viene permesso il culto.

 

E dunque, sentenzia il decreto:

 

Presso la cappella parrocchiale “Maria Regina della Famiglia” in Ghiaie di Bonate venga valorizzato e custodito il culto mariano escluso ogni riferimento a messaggi, apparizioni e altri fenomeni di presunta natura soprannaturale”.

 

 

Mons. Beschi ripete, in modo semplice, l’operazione messa in atto da don Cortesi coi suoi libri (“Storia dei fatti di Ghiaie”, e “Il problema delle apparizioni di Ghiaie”),

 

sui quali hanno deliberato i Giudici del Tribunale Ecclesiastico che hanno sancito la condanna di Adelaide e delle apparizioni, determinando il “non costa” di Mons. Bernareggi, e l’attuale “non consta” di Mons. Beschi, assai più grave perché chiude il caso, come afferma padre Perrella.

 

Sgomenta constatare che, di nuovo, con un racconto arbitrario, si costruisca una realtà ingannevole (poiesis), proprio come don Cortesi, che conosceva bene la poiesis, essendo un cultore della filosofia aristotelica. 

 

Mons. Beschi non si perita di esaminare puntualmente ciascuno dei messaggi e il racconto di Adelaide.

Non gli interessa capire la ragione delle apparizioni del Signore Bambino con la Sua Madre Santissima e San Giuseppe” nel maggio del 1944,

Getta tutto in un generico culto alla Sacra Famiglia.

 

 

 

E’ come dire al Signore Bambino che è apparso alla piccola Adelaide, con la Sua Madre Santissima e San Giuseppe:

 

- Guarda che potevi anche non mostrarti. Siamo noi che guidiamo il gregge alla vera devozione, siamo noi gli interpreti della Tua parola...

 

Come non ricordare le parole del “Grande inquisitore”:

 

– “Perché sei venuto a disturbarci? Sei infatti venuto a disturbarci, lo sai anche Tu….

 

http://www.igiornielenotti.it/la-leggenda-del-grande-inquisitore-testo-completo/

 

 

 

E’ semplicemente disgustoso poi, vedere i falsi paladini plaudire all’inganno (persino dal grande network di Radio Maria) e, in cambio di un piatto di lenticchie, convincere i semplici che il decreto del Vescovo equivale ad un consenso celato nella negazione, ovvero: un atto d’astuzia che preluderà ad un’approvazione futura.

 

Com’è possibile disprezzare così un Vescovo?

E far credere sia un imbecille, che decreta una cosa per conto della Chiesa ma ne pensa un’altra?

 

Sono proprio falsi quei paladini!

Non conoscono il pudore.

 

 

(25 febbraio 2019)

 

Non consta!

 

Mercoledì 13 febbraio il Vescovo di Bergamo ha ribadito ufficialmente il “non consta” di monsignor Adriano Bernareggi.

 

Cosa significa?

 

L’ho chiesto a un noto mariologo della Chiesa Cattolica, padre Salvatore Perrella.

 

Gentile padre, sono Giuseppe Arnaboldi Riva, autore di alcuni scritti sulle apparizioni della Santa Famiglia ad Adelaide Roncalli, su cui continuo a riflettere grazie al mio sito   www.alispezzate.it. Come sa, il Vescovo di Bergamo ha permesso il culto, ribadendo il "non consta" di Mons. Adriano Bernareggi. Le chiedo: come bisogna intendere questo nuovo "non consta", non essendo esperto delle attuali disposizioni canoniche in merito a eventi soprannaturali.

La ringrazio

Cordialmente

Giuseppe Arnaboldi Riva

 

La risposta di padre Perrella è la seguente:

 

Gentile Signore, vuol dire che il Vescovo attuale, previa indagine accurata [lo spero!], ha ritenuto “chiuso” il caso della questione “soprannaturale” delle presunte apparizioni mariane a Bonate, pur permettendo il culto a motivo di pellegrinaggi e pietà popolare ritenute, presumo, in sintonia con l’ortodossia della fede.  Cordiali saluti. P. Perrella.

 

 

Poiché molti fedeli ancora sperano che in realtà la Chiesa creda alla soprannaturalità delle apparizioni di Ghiaie, e che l’approvazione del culto sia un primo passo verso il riconoscimento,

 

al Vescovo e alla Curia di Bergamo chiedo sia confermata, o smentita, la risposta di padre Perrella, così che non sussista ambiguità alcuna.

 

Se la risposta di padre Perrella venisse confermata,

 

la Chiesa Istituzione ha l’onere di prendersi la responsabilità di dire ai fedeli,

 

di fronte al Signore e alla Sua Santissima Madre,

 

che i messaggi comunicati da Adelaide Roncalli dal 13 al 31 maggio 1944, devono essere considerati menzogneri.

 

«Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro» (Lc 16,13)

 

18 febbraio 2019