
NONOSTANTE PAPA BENETTO XVI CONTINUI A COMBATTERE CON LA PAROLA OGNI
FORMA DI VIOLENZA
da 68 anni la Chiesa Cattolica soffoca e occulta - IN TUTTI I MODI - la verità sui crimini abominevoli commessi volontariamente
e ripetutamente - da propri ministri, religiose e laici - contro Adelaide
Roncalli.
Dov’è finita, ad esempio, suor Grazia Gussoni che aveva coraggiosamente chiesto perdono per le
violenze commesse dalle consorelle suore de La Sapienza sulla piccola Adelaide?
E’ stata zittita! – In che modi subdoli e spietati lo si può
facilmente capire. E morirà, come le altre, senza più parlare.
La Gerarchia Cattolica ha deciso che nessun membro della Chiesa deve chiedere
pubblicamente perdono ad Adelaide.
Perché Adelaide dev’essere per sempre
considerata “un nodo di vipere, uno
scrigno di draghi, una ninfetta lussuriosa, una bugiarda” alla quale
nessuno deve credere, qualsiasi cosa dica - come ha scritto il suo feroce e
putrido Inquisitore don Cortesi;
onorato, stimato, incensato, glorificato e addirittura santificato dalla
stessa Chiesa.

ogni giorno migliaia e migliaia di bambini
continuano a morire di fame e di sete nel Corno d’Africa e nel mondo, ma la Gerarchia della
Chiesa Cattolica è occupata ad occultare crimini, pagare colpe putride di
propri ministri, e trafficare coi potenti per lucrare prestigio, ricchezze,
agi, e soffocare in tutti i modi la grande missione di pace e vita affidata dalla
Madonna ad Adelaide.
La natura politica di un crimine preordinato
Il terrore organizzato dalle suore Orsoline col “finto
funerale” chiude la prima fase del martirio di Adelaide durata due mesi.
Con il finto funerale di fine luglio del 1944, il sequestro di Adelaide
nei conventi delle Orsoline di fine maggio, si trasforma in segregazione
forzata.
Adelaide viene offerta definitivamente a don Cortesi che per tre anni
potrà disporre di lei a proprio totale piacimento per conto della Curia di
Bergamo e della stessa Chiesa Cattolica.
Prima di tornare ad esaminarlo, occorre comprendere che quest’episodio
terrificante non dev’essere letto a se stante come
impresa isolata delle suore Orsoline per evitare ad Adelaide la deportazione,
ma come episodio terminale di un processo criminale preordinato dalla Curia di
Bergamo in accordo con la Curia romana nell’ambito di un progetto occulto di costruzione di una chiesa
nuova in un mondo nuovo.
Ricordiamo i momenti principali di questa prima fase:
19 maggio: discesa di don Cortesi a Ghiaie per conto della
Curia di Bergamo col tacito incarico di “Inquisire” la piccola veggente
Adelaide Roncalli;
23 maggio: sequestro di Adelaide nel convento delle
Orsoline di via Masone in Bergamo deciso da don
Cortesi, ed effettuato dal parroco di Ghiaie don Cesare Vitali col concorso
delle Madri Orsoline Gesuina Seghezzi
e Dositea Bottani;
30 maggio: liberazione dell’occultista dottor Ferdinando Cazzamalli dalle carceri delle SS di san’Agata
su richiesta della Curia di Bergamo al capitano delle SS Fritz Langer,
per affiancarlo al prete don Cortesi
quale medico dell’Inquisizione
iniziata il 19 maggio - e scalzare padre Gemelli incaricato dal Vescovo Bernareggi per esaminare la normalità psichica di Adelaide;
13 giugno: primo esame del corpo di Adelaide costretta
a denudarsi in una stanza del convento di Gandino, perché
sia verificata la sua verginità, effettuato dal Cazzamalli,
presente don Cortesi e le suore Orsoline;
05 luglio: ispezione ginecologica nazista delle
pudende di Adelaide, costretta di nuovo a denudarsi, effettuata dal medico Cazzamalli, presente il prete Inquisitore don Cortesi - che
partecipa fattivamente alla visita stessa per annientare Adelaide nel pudore, impadronirsi
del suo corpo e della sua mente - con la collaborazione attiva delle suore
Orsoline Lutgarda e Michelina
su incarico della Madre Gesuina Seghezzi.
Fine luglio: organizzazione da parte delle suore
Orsoline del “finto funerale” di Adelaide, deciso da don Cortesi con il
capitano delle SS Fritz Langer, per sottrarre
Adelaide dalla deportazione in un Lager tedesco, terrorizzarla a morte e
segregarla definitivamente nei conventi delle Orsoline.
(NB: al finto funerale partecipa l’intero convento delle suore
Orsoline che si assumono così, senza eccezioni, la responsabilità di questo
crimine)
Per evitare
semplificazioni e banalizzazioni, occorre comprendere questa prima fase del martirio di
Adelaide alla luce del contesto storico estremamente
complesso in cui si colloca.
Se, da un
alto, appare evidente la collaborazione attiva della Curia di Bergamo coi
nazisti, dall’altro la decisione di sottrarre Adelaide alla deportazione in un
Lager della Germania evidenzia un contrasto fra Curia di Bergamo e nazisti.
Il legame di
amicizia fra don Cortesi e il capitano delle SS Fritz Langer
farebbe pensare a un accordo molto stretto di collaborazione fra Chiesa di
Bergamo e Regime hitleriano (si ricordi che il quartier generale delle SS era
stanziato nel palazzo dei professori del Seminario, luogo di tortura dei
partigiani).
Ma non è
così.
La realtà è
più complessa.
Il martirio
di Adelaide si situa in un tempo di passaggio di poteri nel mondo.
Il nazismo
agonizza (l’attentato a Hitler del 20 luglio ha rivelato una divisione profonda
nella gerarchia). Gli alleati anglo-americani avanzano ovunque. Roma è liberata
il 4 giugno 1944.
Esaminiamo i
tre principali attori di questa fase:
nessuno di
loro manifesta simpatie naziste. Anzi, tutti parteggiano per i futuri vincitori.
-
Don Cortesi non si nasconde che la Chiesa deve guardare
ai futuri vincitori come attuali e futuri interlocutori, e cerca rapporti coi
partigiani e con gli stessi servizi segreti inglesi (sarà annoverato fra i
partecipanti della Guerra di Liberazione e addirittura insignito del titolo di Patriota del Corpo Volontari della Libertà)
-
Fritz Langer cattolico austriaco, è impegnato a
garantirsi dall’inevitabile condanna che cadrà su di lui a guerra finita; e
alla Curia, che lo salverà, farà intendere chiaramente la sua avversione per
Hitler.
-
Da parte sua
il dottor Cazzamalli, ex noto fascista, come altri
voltagabbana ha già fatto “il salto” sul carro dei vincitori e si presenta come
amico dei partigiani.
Non è
possibile comprendere il martirio di Adelaide senza rendersi conto che
la decisione
di sottrarla al Lager nazista per segregarla in una struttura della Chiesa Cattolica
e sottoporla tortura per distruggerla, risponde a un progetto occulto di una chiesa
nuova in un mondo nuovo – un mondo liberato sì, dai progetti di unificazione
nazista, ma oggetto di un altro folle principio di unificazione – quello dei
vincitori - al quale la Chiesa Cattolica dovrà aderire.
Un principio
unificatore, solo in apparenza meno violento di quello nazista, di certo più
seducente e filantropico, ma non meno pericoloso del primo.
1 febbraio 2012
un’altra terrificante sequenza del
martirio di Adelaide: il finto funerale (seconda
parte)
2. Le suore Orsoline assecondano i piani
criminali dell’Inquisitore don Cortesi
e organizzano il terrore:
chiudono la piccola Adelaide di sette
anni in una bara minacciando la sua vita, per tenerla prigioniera nei loro
conventi-Lager
“Le suore decisero sul da farsi ed istruirono
la bimba: doveva fingersi morta, sarebbe stata avvolta in un lenzuolo e portata
al cimitero del suo paese.
Fecero
così e mentre la trasportavano su di un auto, le suore, con volto commosso e da
commuovere, dissero a chi guardava che purtroppo la bimba era volata in
paradiso.
La
portarono invece in un altro convento ove la tennero nascosta per un buon
tratto di tempo finché la minaccia parve sfumata”
scrive
don Goggi riportando acriticamente la testimonianza di Adelaide.
Per non
urtare la “sensibilità” della Curia di Bergamo, e non siano rilevate le
gravissime colpe commesse da un suo eminente rappresentante, don Goggi
ridimensiona questa operazione di terrore – vero e proprio atto criminale.
La
riporta come fosse un evento drammatico ma necessario.
E, a tal
fine, attribuisce alle suore Orsoline un progetto folle partorito invece, dalla
mente invasata del prete don Cortesi, che, lo ricordiamo, in quel periodo agiva
per conto del vescovo e della Curia, e si era fatto padrone, non solo della
piccola Adelaide, ma anche delle stesse suore Orsoline, servilmente e
ciecamente obbedienti ai suoi ordini - finanche ai più immorali e truculenti.
Don Goggi
omette di dire che le suore Orsoline hanno eseguito un ordine di don Cortesi
perché totalmente sedotte e soggiogate dal suo prestigio, dalla sua autorità e
dalla sua forza, e hanno agito in quel modo folle pensando che la piccola
Adelaide fosse quel che don Cortesi aveva detto loro:
non una
bimba degna del massimo rispetto e della massima cura, ma un essere mostruoso e
pericoloso di cui aver paura, un essere viscido e lurido che si poteva
maltrattare, picchiare, seviziare, e anche eliminare senza tanti scrupoli.
Don Goggi non si domanda – e ancor oggi nessuno si domanda
- perché
le suore non abbiano avvisato i genitori di Adelaide, ma l’abbiano costretta a
vivere un terror panico agghiacciante
che avrebbe potuto ucciderla – credendo di poter disporre di lei a loro
piacimento indipendentemente dalla patria potestà e da ogni diritto
(comportamento non ancora fugato dalla mentalità clericale)
- e
perché abbiano scartato altri modi, indolori, per sottrarre Adelaide ai nazisti
(sarebbe
inutile fare l’elenco di quanti in Bergamo e fuori avrebbero ospitato e
nascosto Adelaide disposti a dare la vita per lei)
Tanto meno don Goggi si domanda - e ancor oggi nessuno si domanda:
1. com’é
possibile che le suore Orsoline abbiano organizzato un funerale “sui due
piedi”, senza avvisare parenti, autorità….ed essere credute;
2. con quale
coraggio hanno imprigionato in un lenzuolo mortuario e poi rinchiuso in una
bara una bambina di sette anni col
rischio di ucciderla;
3. quale
percorso ha fatto l’automobile funebre su cui è stata caricata Adelaide chiusa
nella bara, ovvero: quanto tempo ha passato Adelaide al buio e quasi del tutto
priva di ossigeno;
4. in quale
cimitero è stata portata la bara; e quando è stata aperta;
5. quali
traumi ha provocato questa operazione criminale nella mente di Adelaide.*
Soprattutto don Goggi non si domanda - e ancor oggi nessuno si domanda:
quale è la vera ragione di questa terrificante
messa in scena?
Iniziamo
con l’affermare che l’irruzione della Gestapo aveva stretto don Cortesi in una
morsa:
la
deportazione di Adelaide in Germania o la sua collocazione in un rifugio
diverso dal convento avrebbero sottratto Adelaide al suo dominio. E questo, don
Cortesi voleva evitarlo, a tutti i costi.
Dopo
averla sequestrata e incarcerata nei conventi delle Orsoline per impossessarsi
della sua mente, della sua anima e del suo corpo, e fare di lei l’oggetto dei propri desideri, don
Cortesi non poteva lasciarsela sfuggire di mano, perché, non ancora totalmente
soggiogata al suo volere, la bimba avrebbe rivelato le sevizie cui l’aveva
sottoposta col favore delle suore ( cfr: l’immonda e nazista visita ginecologica) e lui
non avrebbe più potuto terminare la sua opera demolitrice.
Per
evitare questo esito, malaugurato per lui, don Cortesi ha subito concertato con
l’amico fidato il nazista Fritz Langer - cattolico
austriaco capitano delle SS - un’azione tanto traumatica e criminale da
impedire altre soluzioni:
|
farla
chiudere in una bara dalle suore, nasconderla poi, temporaneamente, nel
convento di Albino e imprigionarla di nuovo a Gandino. |
Acuto e
spietato ragionatore, don Cortesi di certo non può non aver messo in conto:
- l’eventualità
che Adelaide avrebbe potuto soccombere a quella prova,
- e la
soluzione conseguente.
Ovvero,
non può non aver disposto che:
|
nel
caso fosse morta nella bara per lo spavento, o soffocata, Adelaide sarebbe
stata sepolta nel cimitero come un’orfana. Il
referto medico necessario a certificare la sua morte non sarebbe stato un
problema per lui: l’avrebbe fatto redigere al complice Cazzamalli
col quale, insieme alle suore, aveva già “ucciso” Adelaide nella psiche e
nell’anima. Per
loro, nella bara non c’era una bambina, ma un essere mostruoso immeritevole
di ogni pietà. |
Questa
messa in scena terrificante dev’essere avvenuta
verosimilmente così:
1. poco prima
dell’arrivo dei nazisti al convento di Gandino le
suore hanno ridotto la resistenza di Adelaide con del cloroformio, l’hanno
rinchiusa in un lenzuolo funebre, poi in una bara che hanno collocato su un
carro funebre;
2. all’arrivo
delle SS le suore sono uscite dallo stesso convento fingendo di pregare;
3. i nazisti
hanno imposto loro di consegnare Adelaide;
4. le suore
hanno indicato la bara fingendo di piangere;
5. i nazisti
si sono allontanati senza controllare la bara, come da accordi prestabiliti;
6. il carro
funebre ha continuato la marcia fino al cimitero.
Questa
terrificante messa in scena dimostra una cosa innanzitutto:
|
Adelaide è stata sottratta alla deportazione in
un Lager della Germania – a costo della sua vita - perché il Lager a lei destinato
(più elegante e più sicuro di quelli tedeschi) era già stato allestito in
Bergamo nei conventi delle Orsoline, dal prete don Cortesi, col concorso
della Curia e delle SS di Fritz Langer. In questo Lager-Sacro,
aperto nel cuore della stessa Chiesa Cattolica, le suore Orsoline, rivestite
del ruolo di donne-Kapò, e l’occultista professor Cazzamalli
in qualità di medico perverso, hanno cooperato con l’Inquisitore alla
“ELIMINAZIONE INCRUENTA” di Adelaide. |
Una
domanda torna continuamente ad assillare la mente:
ma com’è
possibile dire a una bambina di sette anni “di
fingersi morta che l’avrebbero portata al cimitero” senza pensare che
Adelaide avrebbe potuto impazzire, agonizzare e anche morire dallo spavento?
Perché
questa obbedienza assoluta al prete sul cui volto, pochi giorni prima,
assistendo con lui alla altrettanto terrificante ispezione ginecologica di Adelaide, le
suore avevano ben visto il ghigno truce del Demonio?
* solo il dottor Giorgio Gagliardi, ha messo in
rilievo come il lenzuolo sulla faccia di Adelaide, e il viaggio al cimitero
abbiano provocato nella bimba di sette anni uno stress acuto e l’insorgenza di
paure che hanno sconvolto la sua mente.
(20 gennaio 2012)
un’altra
terrificante sequenza del martirio di Adelaide: il finto funerale (prima parte)
1.
L’accordo Cortesi-Langer
/ Curia-nazisti
Proseguiamo sulle tracce insanguinate lasciate
dalla piccola Adelaide, esaminando un’altra sequenza del suo lungo e
terrificante martirio:
quella conosciuta come “finto funerale”,
ovvero
quella macabra messa in scena di fine
luglio 1944 organizzata dalle suore Orsoline in accordo con don Cortesi,
dentro e fuori il convento di Gandino,
per…………”sottrarre” Adelaide ai nazisti.
Utilizzeremo il documento più importante:
la
testimonianza lasciata da Adelaide a don Goggi
(in: http://www.madonnadelleghiaie.it/italiano/scheda.asp?IdScheda=684)
che analizzeremo
per punti:
1. Un
giorno, venuto sul discorso, la signora Adelaide mi precisò che, essendo ella
in convento dalle suore, queste ricevettero una soffiata che le mise in serio
allarme: la bambina era ricercata per essere deportata in Germania o altrove.
2. Le suore
decisero sul da farsi ed istruirono la bimba: doveva fingersi morta, sarebbe
stata avvolta in un lenzuolo e portata al cimitero del suo paese.
3. Fecero
così e mentre la trasportavano su di un auto, le suore, con volto commosso e da
commuovere, dissero a chi guardava che purtroppo la bimba era volata in
paradiso.
4. La
portarono invece in un altro convento ove la tennero nascosta per un buon
tratto di tempo finché la minaccia parve sfumata.
Consideriamo il primo punto,
1. Un giorno,
venuto sul discorso, la signora Adelaide mi precisò che, essendo ella in
convento dalle suore, queste ricevettero una soffiata che le mise in serio
allarme: la bambina era ricercata per essere deportata in Germania o altrove.
Poiché Adelaide aveva solo 7 anni e non poteva
sapere se davvero i tedeschi volevano deportarla, si deve pensare che le suore
le hanno fatto credere questa minaccia come reale.
E ci
chiediamo:
davvero i tedeschi volevano rapirla e deportarla?
Da dove sarebbe partito l’ordine?
E quale reparto avrebbe attuato questo rapimento?
Prima di continuare occorre ricordare che:
1) le SS del
capitano Fritz Langer – cattolico austriaco
amicissimo “coinquilino” di don Cortesi - due mesi prima, il 30 maggio 1944,
avevano liberato dalle carceri di San’Agata l’occultista professor Ferdinando Cazzamalli perché cooperasse con don Cortesi nell’opera di
demolizione di Adelaide e delle apparizioni
2) e che,
perciò, le SS di Fritz Langer – dimoranti con don
Cortesi nel palazzo dei professori del Seminario di Bergamo - sapevano di poter
contare sull’illustre professore del Seminario, fidatissimo “alleato”,
intenzionato a distruggere la piccola veggente di Ghiaie in pieno accordo con
loro.
(si
ricordi la feroce, immonda, nazista e satanica inquisizione ginecologica della piccola Adelaide)
E poi
domandarsi:
c’era proprio bisogno di rapire Adelaide per
deportarla in Germania visto che don Cortesi si era assunto il compito di “eliminarla”
per conto della Chiesa e delle SS, in un luogo sicuro e “protetto” come il
convento di Gandino?
Molti hanno pensato che, nei
giorni della repressione dei cospiratori del fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944,
gli agenti della Gestapo abbiano deciso di deportare in un campo di
concentramento anche la lontana piccola veggente del Torchio responsabile di
aver fomentato il complotto con la profezia enunciata due mesi prima, nell’apparizione del 15 maggio
“ Se gli uomini faranno penitenza la guerra finirà fra due mesi, altrimenti poco meno di due anni”.
Frase che,
diffusasi a macchia d’olio, ha alimentato nella massa la speranza della morte
di Hitler.
La
qual cosa ci porta a ipotizzare che la Gestapo abbia fatto pressioni sul
Capitano Langer perché arrestasse Adelaide;
e
di conseguenza a chiederci come il capitano Langer
abbia eseguito quest’ordine
Per
rispondere a questa domanda occorre
tener presente che Langer e Cortesi erano “amici
fraterni”, condividevano la speranza che la Germania negoziasse una tregua con
l’Inghilterra e gli Stati Uniti, soprattutto condividevano lo stesso progetto di
“eliminazione” di Adelaide “in casa”, cioè a Bergamo, in un convento, non in
Germania in un lager.
Non
è difficile pensare perciò, che Langer abbia avvisato
subito don Cortesi dell’ordine ricevuto dalla Gestapo; suggerendogli così, di
non fargliela trovare se avesse voluto continuare l’opera di possesso e
demolizione iniziata con la scarcerazione di Cazzamalli.
A questo punto occorre cercar di capire:
con quali
ordini, le SS di Langer sono partite per Gandino?
E don
Cortesi? come ha preparato le suore Orsoline? Cos’ha detto loro?
NB: di
sicuro il favore accordato da Langer a don Cortesi dev’esser stato pagato a caro prezzo:
non è difficile ipotizzare che la……. “salvezza” di
Adelaide sia stata scambiata con il “sacrificio” di partigiani offerti a Langer per mostrare la sua devozione al Regime
sopravvissuto all’attentato.
(11 gennaio 2012)
due chiese nemiche
Di nuovo son
tornato a pensare ai battenti di “palazzo Salviati”
che si chiudono alle spalle di Adelaide.
Di nuovo
l’ho vista uscire dal quel grande palazzo rinascimentale, dopo 10 anni di una
lunga e ferocissima persecuzione, cacciata, senza pietà, dalla Chiesa
Cattolica.
Di nuovo
l’ho vista inoltrarsi da quel portone per le vie di Roma, il volto deformato
dall’angoscia, con l’abito di novizia a brandelli nelle mani.
E di nuovo quei
brandelli colmi del suo immenso e inconsolabile dolore, mi hanno parlato del grembo della
Vergine Maria turpemente violato in lei.
Quante
guerre e quanto sangue sparso nel mondo da allora a causa del rifiuto opposto
dalla Chiesa Cattolica alla vera Pace offerta dalla Madonna attraverso la
piccola Adelaide!
Quante
giovani vite maciullate in modo orrendo su tutta la terra!
Quante
stragi! Quante carneficine legittimate e benedette apertamente e nascostamente
da ministri del Sacro impegnati a complottare con uomini potenti uniti dal
progetto diabolico di unire il mondo col sangue!
Nell’immagine
tristissima dei battenti di “palazzo Salviati” che si
chiudono alle spalle di Adelaide, di nuovo ho visto due Chiese, opposte e
nemiche fra loro.
In Palazzo Salviati ho visto il luogo-simbolo di questa
Chiesa Cattolica-Istituzione di potere: la Chiesa della violenza, delle guerre,
de “Il Principe”, dell’Anticristo *.
In Adelaide che si allontana dal Palazzo col vestito a
brandelli ho visto invece la vera Chiesa di Cristo: nonviolenta, povera e
santa.
Oggi Palazzo Salviati è sede del Centro
Alti Studi per la Difesa. E’ un palazzo rinomato e celebrato di Roma. Ma nessuno ricorda che nel 1953 vi è stata
sequestrata Adelaide Roncalli.
La storia della piccola martire dev’essere
occultata ovunque, perché non si veda la radice violenta della
Chiesa-Istituzione di potere affinché la storia scorra continuamente secondo i
progetti dei potenti che vogliono unire l’umanità con le guerre e gli eccidi.
* palazzo Salviati,
nel 1552 era dimora del Cardinal Giovanni Salviati,
appartenente alla omonima ricca famiglia fiorentina. A lui, nipote di papa
Leone X, si deve la formazione dell’alleanza militare detta “Lega Santa” voluta
da papa Clemente VII
(01 gennaio 2012)