…in Paradiso

 

Ben due volte, la Madonna ripete ad Adelaide la stessa frase:

 

verrai con me in Paradiso

 

Questa frase sta all’inizio e alla fine delle apparizioni, come apertura e chiusura di un discorso, e dunque dello stesso messaggio, che trova significato proprio in questa frase.

 

Il Paradiso torna nel messaggio della Madonna il 29 maggio nell’esortazione a santificare la sofferenza,

 

Gli ammalati che vogliono guarire devono avere maggior fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il Paradiso

 

proprio come la Madonna raccomanderà alla stessa Adelaide, indicandole la vocazione con la prefigurazione di un terribile martirio.

 

Tra il quattordicesimo e il quindicesimo anno ti farai suora sacramentina. Soffrirai tanto e poi tanto, ma non piangere…

In questa valle di dolori sarai una piccola martire…Sopporta tutto con pazienza.

 

Ma cosa può capire Adelaide a 7 anni? Come può accettare un impegno tanto gravoso, ancora bambina, in vista del Paradiso? E cos’è il Paradiso per la piccola Adelaide?  

 

La risposta è molto semplice.

Il Paradiso è la Luce che riveste la Santa Famiglia e che abbaglia Adelaide fin dall’inizio.

E’ il punto di luce dorata, apparso a oriente come un piccolo sole dopo il volo di due candidi colombi, che procede verso Adelaide con una rapidità impressionante, la raggiunge in pochi istanti, la investe avvolgendola in un bagliore accecante, e si apre mostrando la Santa Famiglia.

 

Adelaide non ha bisogno di descrizioni. Luce che la investe è il Paradiso. E da quel momento quella Luce s’imprimerà nei suoi occhi per sempre.

 

Alcuni l’hanno vista, quella Luce, negli occhi della piccola Adelaide, e ne hanno dato testimonianza.

La si vede persino nelle fotografie e nei filmati; come testimonia Alessandro Banfi nella prefazione al mio “Ali spezzate”.

 

Citando Levinas, Banfi ricorda che uno sguardo può cambiare il mondo, e che dunque lo sguardo di Adelaide, illuminato da quella Luce, può cambiare il mondo.

 

“In piena guerra mondiale, durante l’occupazione nazista, il Nord Italia è sconvolto dallo sguardo di quella piccola bergamasca” – scrive Alessandro Banfi, cogliendo in quello sguardo di bimba lo stesso messaggio delle Ghiaie, donato dalla Luce, all’umanità e alla Chiesa, per cambiare il mondo affondato nel Buio, e portarlo alla Luce, che gli occhi di Adelaide riflettono, mostrando il Paradiso

 

Ma cos’è quella Luce? Cosa c’è in quella Luce di così bello da dover sopportare tutto con pazienza per vincere la guerra, ogni guerra?

Non l’ha chiesto nessuno, ad Adelaide.

Non solo.

Purtroppo molti ministri di questa Chiesa, abituati a calpestare il giardino della Grazia - come scrive Peguy - hanno cercato di offuscarla e spegnerla, quella Luce, imponendole feroci tormenti.

 

Ma, per quella Luce, Adelaide ha sopportato quei feroci tormenti, per conservare fino alla fine della sua vita, nel suo sguardo, la Luce ricevuta da bambina, e invitarci a cambiare il mondo in quella Luce.

 

Cosa c’è dunque in quello sguardo e in quegli occhi di bambina?

E cos’è il Paradiso?

 

 

16 Ottobre 2017

 

 

 

Due concezioni del bambino

due chiese in antitesi

 

 

Esplodesti di gioia o Dio e innalzasti verso i mondi infiniti il primo nato dal tuo caloroso amore e gridasti con voce eterna, esponendolo all'ammirazione delle profondità celesti, "ecco l'uomo!"

Si alzò allora e si intonò un canto mai prima udito nei cieli e sulla terra, così poderoso mentre Dio teneva alzato ed esposto questo infante che guardò per la prima volta il mondo, il cielo, il mare….

La formazione degli angeli è un segreto mio di emanazione di santità e di potenza, ma per te, piccola antenna, ho usato tutto l'amore di cui è capace l'inventiva stupefacente dell'Onnipotente e ho racchiuso in te tutti i principi dell'universo…

 

(lirica di padre Candido Maria Maffeis)

 

 

Il quoziente tra la malizia e l’intelligenza puerile è identico al quoziente tra la malizia e l’intelligenza adulta. Il bimbo è un angelo, se vien paragonato all’adulto, ma è un mostro, se vien paragonato all’angelo; la sua ultima monelleria sarà il primo delitto dell’adulto.

 

(don Luigi Cortesi, Il problema delle apparizioni di Ghiaie, SESA, pg.146)

 

 

1.     Per padre Candido Maria Maffeis il bambino è immagine stessa di Dio, mentre l’angelo è emanazione di santità e potenza, perciò ontologicamente inferiore al bambino.

 

2.     Per don Cortesi invece, il bambino è ontologicamente un mostro in confronto all’angelo immagine della perfezione assoluta. 

 

In questa differenza si colgono, non solo due visioni del bambino, ma due chiese opposte, inconciliabili, in antitesi, sia nello spirito che nella prassi, rivelata dai due preti:

 

1.     padre Candido dà la vita per i bambini e offre la propria per guarire un bambino, come più volte testimoniato dalla madre di questo;

 

2.     don Cortesi invece, supplizia la bambina Adelaide e la trasforma in un mostro, come egli stesso teorizza.

 

1.     Per padre Candido ogni vita che viene al mondo è immagine di Dio;

 

2.     per don Cortesi invece, il nascere è colpa e solo la vita intenzionata è concepita in Dio. Il resto appartiene all’animalità.

 

Il pensiero aberrante di don Cortesi sull’Infanzia, risponde a una visione secolare ancora condivisa e legittimata dalla Chiesa, che ancora dissimula esibendo un falso amore per l’Infanzia (come testimonia il famoso “discorso alla luna” di Giovanni XXIII, autore del notoCrimen sollicitationis” emesso nel 1962, in cui il bambino è assimilato al bruto).

 

Questo pensiero secolare aberrante ha prodotto un esercito sconfinato di preti e suore pedofili e massacratori dell’Infanzia, legittimati nel loro crimine dalla convinzione che il male risieda sempre nel bambino (mostro e bruto), causa prima dei loro gesti immondi.

 

 

Scozia, trovata fossa comune con 400 corpi di bambini vicino a ex orfanotrofio. Un’inchiesta prova violenze e abusiNon è un caso che continuino ad affiorare cimiteri di bambini massacrati da religiose che avrebbero dovuto amarli e curare quei bambini come immagini del Bambino di Betlemme.

 

http://www.corriere.it/esteri/17_settembre_10/scozia-ritrovata-fossa-comune-bdfc87b0-961a-11e7-af33-2f7ee0ee6224.shtml

 

la opposta concezione del BAMBINO demarca le due chiese.

 

In questo senso, discriminante è il martirio di Adelaide - bambina di sette anni reclusa, tormentata e atrocemente violentata nei conventi cattolici.

 

Il martirio di Adelaide riassume e spiega lo scempio dell’Infanzia prodotto dalla mentalità aberrante che, considerando il bambino come mostro, ha prodotto, come detto, un esercito sconfinato di preti e suore pedofili, massacratori dell’Infanzia. 

 

Ma lo si cancella, a tutti i costi, chiamando nell’opera di occultamento preti, suore, laici ossequienti e i falsi paladini, sempre proni al potere sacro.

 

Sarebbe sufficiente ripercorrere il percorso mentale compiuto dall’inquisitore-persecutore di Adelaide per capire come la sua formazione ecclesiastica l’abbia condotto a pensare al bambino come mostro e trasformare la bambina Adelaide in un mostro (un nodo di vipere uno scrigno chiuso custodito da sette draghi).

 

Ma non si vuole.

Anzi, chierici e laici ossequienti gli dedicano biblioteche, vie, e persino un’antologia per elevarlo sulle vette degli uomini illustri.

 

Basterebbe formare un semplice sillogismo per comprendere la gravità terrificante del suo pensiero.

 

1 Il bambino è un mostro in confronto all’angelo (scrive Cortesi)

2 Il bambino è immagine di Cristo (dice il Vangelo)

3 Cristo è un mostro in confronto all’angelo.

 

La libertà di stuprare, tormentare, vessare, massacrare bambini da parte di ministri sacri e religiose viene da questa antropologia aberrante ancora dominante nella Chiesa;

 

che indebitamente si ammanta della testimonianza dei santi e dei martiri che hanno dato la vita per l’Infanzia, e che, per questo non può presentarsi come protettrice dell’Infanzia, costituendo anzi, un pericolo per la stessa Infanzia.

 

La conversione della Chiesa, e il trionfo della vera Chiesa di Cristo, passa dalla verità del martirio di Adelaide e dal rigetto dell’aberrante concezione del bambino come mostro.

 

15 settembre 2017

 

 

Ricordare Adelaide.

Perché?

 

Molto spesso il ricordo viene usato come una pietra tombale per alterare la memoria della persona scomparsa secondo un ritratto che conviene a chi resta; soprattutto, quando la persona è una vittima, per far dimenticare, in un falso cordoglio, il martirio che le è stato imposto e l’ha condotta alla morte.

 

Per questo il ricordo della vittima molto spesso unisce i persecutori, che attendono si affievolisca, si riduca, e alla fine rimanga in tutti una generica vuota benevolenza, che sancisca l’estinzione definitiva della persona cacciata oltre questo mondo, dietro una fredda lastra di marmo, e in questo mondo rimanga il trionfo del male mai riparato.

 

Vorrei solo ricordare che Adelaide è morta alle ORE 3 DI NOTTE

 

Non dice niente l’ora e il tempo della sua morte?

 

Certamente la Madonna l’ha aspettata per tutte e tre le ore della notte, come ha atteso sotto la croce la morte del Figlio.

E alle 3, alla fine del calvario, le ha detto: vieni piccola martire, come ti ho promesso.

 

La notte non è forse il nostro tempo ormai annerito da tenebre che minacciano le nostre vite esposte ai marosi di una tempesta spaventosa, a causa di una chiesa che ha rinnegato Gesù Crocifisso e non vuol convertirsi?

 

 

 

 

 

Tre anni or sono, su un giornale locale, ricordavo così la piccola martire

 

 

Il ritratto di Adelaide sta tutto in una parola: Amore. Per avvicinarci a questa creatura di Grazia occorre tornare alla sera del 13 maggio di 70 anni fa. Era tempo di Pasqua. E la guerra imperversava nel mondo seminando morte e distruzione. Adelaide entrò correndo nel prato del suo paese a coglier fiori per ornare l’immagine della Madonna del suo casolare. A un tratto, mentre sei rintocchi del campanile della parrocchia chiamavano i fedeli al Santo Rosario, due candidi colombi guidarono il suo sguardo a una luce accesa nel cielo a oriente. Quella luce scese repentina verso di lei, si aprì sfolgorante mostrandole la Santa Famiglia. Avvolta da un grande velo azzurro, sopra il vestito immacolato la Madonna stringeva al cuore, fra le sue braccia, il suo adorabile Bambino Gesù ricoperto da un abito rosa. Al braccio della Madonna era sospeso un bianco rosario. Due rose bianche le ornavano i piedi. Dietro a lei, leggermente discosto, con la tunica marrone e il bastone fiorito di un candido giglio, san Giuseppe.

 

Questo Paradiso Adelaide lo ha portato ovunque fino alla morte. La Madonna le è apparsa per 13 giorni, dal 13 fino al 31 maggio con una settimana d’intervallo. E le ha parlato. Ha esortato alla preghiera e alla penitenza per la conversione del cuore; soprattutto “per i peccatori più ostinati che non pensano alla morte”; continuamente ha ammonito di evitare il peccato, soprattutto i peccati gravi, quelli contro la vita. Nel giorno di Pentecoste, mostrandosi col manto verde e il vestito rosso, ha invitato alla “preghiera per il Santo Padre in pericolo di vita”, aggiungendo che al suo cuore premeva “quella pace mondiale nella quale tutti si amino come fratelli”, perché “solo così il Papa avrà meno da soffrire”.

 

Una folla sterminata accorse in quei giorni e nei mesi successivi, da ogni dove nel nord dell’Italia, attorno alla bimba di Ghiaie. Il sole roteò più volte nel cielo, gli storpi ripresero a camminare e i ciechi a vedere. I prati che degradano al fiume Brembo, ricoperti da una moltitudine immensa di gente, sembravano come una chiesa senza confini.

 

La Madonna annunciò ad Adelaide che si sarebbe fatta suora Sacramentina, ovvero adoratrice dell’Eucarestia, e che avrebbe tanto sofferto: “in questa valle di dolori sarai una piccola martire” – le predisse. Come avvenne. Chiamata alla missione eccelsa di portare nel mondo Gesù Eucaristico, divina sorgente di unità e comunione, Adelaide si è incamminata sulla via del dolore; alla fine della quale ha ritrovato la Luce di Grazia che l’ha investita quel 13 maggio, come le aveva promesso la Madonna nell’ultima apparizione: “nell’ora della tua morte verrò ancora. Sopporta tutto con pazienza che verrai con me in Paradiso”.

 

Il suo terribile martirio certo feconderà il nostro tempo, purtroppo segnato di nuovo dalla divisione e dalla guerra. Scelta dal Cielo per portare a tutti l’Amore di Dio, trasformata in amore dalla Grazia e dal dolore, incontrandola, ognuno potrà tornare con lei a quel 13 maggio di 70 anni fa, incamminarsi con lei in quel prato della parrocchia di Ghiaie e da lì contemplare con lei l’unità d’amore della Santa Famiglia, per imparare ad essere: una sola famiglia, una cosa sola, con tutti.

 

24 agosto 2017

 

 

 

 

Dopo il nuovo attacco del terrore islamico in Spagna, riproponiamo – con qualche correzione - un articolo scritto due anni fa, per ribadire l’importanza del messaggio delle apparizioni di Ghiaie e la scelta di un percorso assolutamente necessario e vitale per le sorti della cristianità e dell’umanità.

 

 

 

 

 

Riconciliazione

oppure

conflitto insanabile

 

 

 

 

 

La prima conseguenza, evidentissima, di questi atti di terrore è la restrizione violenta dello spazio e delle opportunità di RICONCILIAZIONE, in particolare fra Islam e Cristianesimo; finalità catastrofica che gli autori di tali atti efferati si propongono.

 

Costoro infatti, si prefiggono l’annullamento di qualsiasi approccio a un incontro vero che conduca a un processo di verità.

 

Una cosa temono soprattutto: che si evidenzino le radici SACRIFICALI su cui si fonda la religione islamica e si impedisca un processo di conversione al Vangelo di Cristo.  

 

Il problema sta qui. E si può riassumere in un concetto:

 

coloro che guidano l’Islam temono il disvelamento della RADICE SACRIFICALE della religione su cui si regge il loro comando.

 

Per mantenere il loro potere sulle masse - alle quali viene impedito di scorgere altri modi per la risoluzione dei conflitti, oltre la violenza, la guerra e il terrore – costoro rafforzano LA RAGIONE SACRIFICALE su cui si fonda l’Islam, sia conservando leggi e norme fondate sul sacrificio vittimario, sia attraverso atti cruenti spettacolari.

Come siamo costretti a vedere ormai in tutti i paesi dell’Europa.

 

Per questo, l’errore, da evitare, da parte dei cristiani è quello di rinnovare l’appello alla comune discendenza da Abramo.

 

*

 

1. L’Abramo che i mussulmani dichiarano fondatore dell’Islam, è figura del credente di un dio sacrificale che impone lo sgozzamento dell’altro, della vittima, come atto dovuto e necessario per mostrare la fede.

 

2. Niente a che vedere con Gesù, Che preesiste ad Abramo, e immola se stesso come Agnello sacrificale sulla croce. («In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». (GV, 37-58).

 

(Abramo nel Nuovo Testamento, La civiltà cattolica, quaderno 3613, gennaio 2001)

 

 

*

 

Continuare a legittimare il principio abramitico sacrificale dell’Islam rafforzerebbe ulteriormente le fondamenta del rinnovato progetto sacrificale universalistico, di unire il mondo mediante un’ecatombe sacrificale attraverso lo Jihād offensivo – ovvero la guerra santa.

 

 

Alla luce della catastrofe incombente, appare sempre più evidente che la Madre del Verbo è apparsa a Ghiaie, in piena guerra, e a Pentecoste, perché l’umanità possa capire che solo nelle sue mani è il luogo della liberazione da tutti i conflitti e della generazione di un Tempo nuovo di vera Unità.

 

 

E’ giunto il tempo di scegliere

 

fra Maria e il male,

fra la vera vita e la morte,

fra la vera pace e la guerra,

fra RICONCILIAZIONE E OPPOSIZIONE INSANABILE.

 

 

18 luglio 2017/03 luglio 2015

 

 

 

Coerenza per favore!

 

 

L’area attorno alla cappella della Madonna di Ghiaie sarà oasi di rispetto per la preghiera…diverrà tutta verde ed usufruibile da molti fedeli che frequentano il luogo delle apparizioni del 13 maggio 1944

 

Così scrive laconicamente L’Eco di Bergamo, domenica 30 luglio 2017, commentando la delibera del 25.07.2017 del Comune di Bonate Sopra.

 

Perché la Curia manifesta interesse per l’area dove pregano “i molti fedeli delle apparizioni” del 13 maggio 1944?

 

Per capirlo, cominciamo a ricordare di nuovo cos’è, per la Curia, quell’area

 

Lo si può leggere chiaramente in un brano del libro editato dalla Curia, e usato dalla stessa Curia per condannare la veggente Adelaide Roncalli come bugiarda, dopo averle inflitto un martirio terrificante.

 

Il libro è il seguente:

 

autore: don Luigi Cortesi,

titolo: Il problema delle apparizioni di Ghiaie;

editore SESA (Edizioni Sant Alessandro)1945

 

Il brano è il seguente

 

Tutto è finito. In quell’angolo solitario delle Ghiaie, ove l’umanità fu beffata, rifiorirà selvaggiamente la vecchia siepe di nocciuolo, di sambuco, di biancospino; l’immensa solitudine, ricuperato il suo impero, continuerà a mescere il suo lieve sussurro col cinguettio degli uccelli e collo scrosciar del fiume. Sotto il rigurgito delle memorie, quella siepe, gli alberi, le margherite e l'erbe, negli annuali ritorni del maggio odoroso, trasaliranno e, nei fraterni colloqui notturni con le stelle, narreranno l'antica fiaba meravigliosa e malinconica di una dolce primavera di speranze, strinata dal gelo prima di fiorire, di una povera bimba settenne, tradita dal cupo genio del male. E le stelle pie, su quella terra solitaria, verseranno una lacrima.

 

 

Questo è ciò che pensa la Curia, e ovviamnete questa Chiesa.

(finché non rifiuterà e condannerà il libro di don Cortesi, la sua Inquisizione violenta, la farsa preconcertata messa in scena dal Tribunale Ecclesiastico, e la odiosa sentenza dello stesso - Si ricorda che la bambina Adelaide Roncalli è stata interrogata e condannata dai Giudici sulla base del libro di don Cortesi). 

 

Per la Curia di Bergamo, e per la Chiesa Cattolica dunque, il luogo delle presunte apparizioni è:

 

l’angolo solitario ove l’umanità fu beffata…da una povera bimba settenne, tradita dal cupo genio del male!

 

E allora perché tanto dispendio di energie e soldi?

 

In quell’area (come è scritto nel libro di don Cortesi e come vuole questa Chiesa)

 

deve rifiorire selvaggiamente la vecchia siepe di nocciuolo, di sambuco, di biancospino, così che l’immensa solitudine, ricuperato il suo impero, continui a mescere il suo lieve sussurro col cinguettio degli uccelli; e collo scrosciar del fiume, la siepe, gli alberi, le margherite e l'erbe, negli annuali ritorni del maggio odoroso, trasaliscano e, nei fraterni colloqui notturni con le stelle, narrino l'antica fiaba meravigliosa e malinconica di una dolce primavera di speranze, strinata dal gelo prima di fiorire!

 

Hanno lasciato per anni, guastare, imputridire, marcire e avvelenare il terreno sopra il quale la Madre di Dio è apparsa. Su quel terreno, qualche anno fa c’era una discarica di auto che arrugginivano rilasciando liquami putridi e acidi velenosi. Adesso invece, vogliono fare una bella oasi verde recintata per…rispetto della preghiera, e sperperano un mare di danaro per una rotonda e un bel parcheggio!

 

Perché?

 

Vogliono cavarsela con poco e far il massimo danno.

 

Pur di non affrontare la Verità preparano un bel parcheggio per il cupo genio del male; che arriverà gongolando nel vedere gli oranti chiusi in un bel recinto tutto nuovo - con due cancelli, uno a sud e uno a nord a mo’ di zoo - esibiti come animali rari, per i turisti di passaggio al parco.

E accontentare i fedeli dicendo qualche Messa bugiarda.

 

Distruggere la più grande apparizione mariana di tutti i tempi val bene una Messa!

 

Per favore

 

Non si sprechino soldi, di questi tempi tanto preziosi per chi ha bisogno, e si lasci pregare liberamente chi è condotto in quel luogo dallo Spirito Santo e crede nella Verità. Che questa Chiesa non conosce più, vuole ingannare simulando un falso rispetto, e avversa.

 

Ricordo per l’ennesima volta il ritratto  della piccola veggente Adelaide Roncalli, che la Curia di Bergamo ha fatto, grazie alla penna del suo illustre…inviato/delegato/rappresentante/inquisitore/docente del Seminario/direttore della Enciclopedia Ecclesiastica… don Luigi Cortesi, nei suoi libri sulle apparizioni di Ghiaie editati dalla Curia.

 

Adelaide è: una minaccia per la purità delle Fede, un pericolo pubblico, una selvaggia, un’attrice esibizionista, una geniale sognatrice infernale, una bugiarda per natura, una monella, forsennata, spiritosa, loquace, abilissima e furbissima, disgustosamente conscia della sua astuzia, traforella che scodinzola, sfringuella gonfia di boriuzza, precoce malizietta, sguaiata, infatuata di sé, dalla risata insolente e soddisfatta, che non tollera di essere intruppata come un anonimo irrilevante, e gode di essere vezzeggiata, reginetta che mostra esibizionismo, vanità, abilità di fingere, posa a fanciulla prodigio, ricerca l'applauso, brama approvazioni, si atteggia a diva, desidera sentirsi ammirata, cerca i primi posti, cerca ammiratori, si agita, si alza per sovrastare tutte le altre, si mette a capofila, smania di distinguersi, ama le acconciature singolari, ama chiedere gingilli d'ornamento, catenelle, braccialetti, orologi da polso, spilloni, medaglie, occhiali scuri, i vestiti belli e le scarpette belle, indumenti appariscenti e sgargianti..ama le realtà fantastiche, romanzesche, ed esperienze straordinarie, fa credere che gode di confidenze speciali, ninfetta oreade che brama il frutto proibito, dimostra sensibilità per il mondo sessuale...non ama rinunciare alle sue vogliette conosce e insegna la bugia, una indemoniata, un nodo di vipere, scrigno chiuso custodito da sette draghi!

 

04 agosto 2017

 

 

Il massacro del pudore

 

che la Amour non vuol vedere

per tener lontana la verità, come vuole il clero.

 

 

L’intenzione di alterare e negare la storia del martirio di Adelaide Roncalli, è ben espressa, sia pur goffamente, da Mons. Giorgio Colombo, in una pagina del libro della signora Amour (Una vita nel silenzio, ed. Ancora, pg. 156).

 

Secondo Colombo,

l’Inquisizione di don Cortesi, il Processo farsa del Tribunale Ecclesiastico, e i supplizi subiti da Adelaide per opera di don Cortesi e delle religiose nei conventi delle suore Orsoline e della Sapienza e poi nei conventi delle suore Sacramentine,

“non devono distrarre l’attenzione dalla ricerca storica di ciò che è essenziale”

(che non si capisce cosa sia per lui). 

 

Inquisizione, processo, sequestro, inganni, torture, abusi…subiti da Adelaide non sarebbero essenziali per la ricerca della verità. Non bisogna metterli in risalto, ricordarli, parlarne. Ma silenziarli, ridurli a fatti inessenziali, e alla fine, occultandoli, negarli.

 

 

Il libro della signora Amour, che contiene mezze verità, presentate peraltro senza riscontri adeguati, risponde perfettamente a questo scopo negazionista del clero, instancabilmente impegnato a tergiversare e distrarre l’attenzione da quel che invece può consentire di arrivare alla verità.

 

*

 

Suo malgrado, però, proprio in quest’affannosa opera di negazione fatta di mezze verità, la signora Amour incespica e cade miseramente in contraddizione con se stessa.

 

Non ce la fa ad occultare tutto quel che vorrebbe.

E non si avvede che proprio nelle testimonianze da lei riprodotte alla rinfusa nel suo libro, emergono indizi ed elementi di verità lampanti, che la costringerebbero a ripudiare la sua stessa opera.

 

*

 

Ad esempio, nella testimonianza che padre Raschi scrive a comprova della confessione estorta ad Adelaide da don Cortesi, viene citato un testo: La fonte sigillata (pg.65).

 

Questo stesso testo, “La fonte sigillata”, viene citato di nuovo, nel libro della Amour, qualche pagina più avanti, al termine del capitolo dedicato alla guarigione di don Ettore Bonaldi (pag. 105).

Composto, come gli altri, da un coacervo di testimonianze prive di commenti critici, il capitolo sulla guarigione di don Ettore Bonaldi, si conclude con la frase di una lettera, riportata proprio ne “La fonte sigillata”, a conferma della veridicità di Adelaide.

 

E dunque nel testo “La fonte sigillata”, la signora Amour rileva due documenti importanti:

 

 

1.     a pag. 19, la testimonianza della confessione estorta ad Adelaide, ricordata da padre Raschi.

2.     a pag 27, una frase della lettera inviata dalla Superiora dell’Istituto Figlie della Sapienza di Bergamo a Monsignor Bramini, difensore di Adelaide nel Processo intentato dalla Curia di Bergamo contro di lei.

 

 

Ma la signora Amour, purtroppo, si ferma lì, a pagina 27. Come se il testo si concludesse alla pag. 27.

Le basterebbe voltar pagina per leggere la testimonianza sconvolgente dell’autore di quel testo.

 

 

*

 

Alla pagina 28 de “La fonte sigillata”, l’autore, Domenico Argentieri, così scrive:

 

 

Penso sempre come mai don Cortesi abbia fatto una cosa simile…ripeteva sempre Adelaide.

Non alludeva soltanto all’amuleto cartaceo e alla mancanza di parola…Nel suo intimo pensava anche alla offesa fattale nel suo pudore quando il 05 luglio 1944 don Cortesi fece denudare Adelaide perché il Cazzamalli potesse esaminarla.

La mia penna si rifiuta di riferire fin dove fu spinta quella visita. Vergogna!

In quel momento l’angelo custode della bambina dovette coprirsi il viso con le ali mentre i due demoni che guidavano il prete e il metapsichico sghignazzavano e subsannavano.

Innamorata di don Cortesi era necessario che Adelaide toccasse con mano, rabbrividendo, quanto fosse infido quel suo affetto.

Oggi l’Adelaide, ripensando a don Cortesi deve provare un sentimento molto analogo a quello di chi affacciandosi all’angolo dei suoi sorrisi vi scopre avvoltolato il rettile del tradimento e dello scherno…

 

 

Ma cos’è questo testo?

E chi è Domenico Argentieri? 

La signora Amour non lo dice, pur non ignorandolo.

 

Descrizione: Descrizione: adelbrampicc.

 

 

 

La signora Amour sa che Domenico Argentieri è lo pseudonimo di Mons. Bramini, il difensore di Adelaide, colui che ha definito il Processo intentato contro di lei dal Tribunale Ecclesiastico di Bergamo, una farsa preconcertata!

 

 

 

 

E sa bene, la signora Amour, che la testimonianza di Bramini è vera (convalidata dallo stesso autore di quel crimine, il “metapsichico” Cazzamalli).

Per lei tuttavia, quella pagina non esiste!

 

Come vuole il clero, la signora Amour, afferma mezze verità per negare quella più grave: il gravissimo misfatto commesso contro Adelaide, testimoniato dal suo stesso difensore.

 

 

L’abuso feroce e spregevole nei confronti di una bimba di 7 anni,

compiuto il 05 luglio 1944 nel convento delle suore Orsoline a Gandino

 

ordito da colui che i Giudici del Tribunale Ecclesiastico hanno ritenuto come il testimone probante; sugli scritti del quale, quei Giudici hanno condotto addirittura le udienze del Processo, lasciando senza difensore la stessa bambina, costretta alla fine a confrontarsi, sempre senza alcuna difesa, con lo stesso organizzatore dell’abuso,

 

deve essere assolutamente occultato!

 

 

In obbedienza al clero, la signora Amour chiude gli occhi sulla pagina di un testo che lei stessa valorizza.

 

Non è corretto.

Rivela slealtà e mancanza di compassione.

Come il levita della nota parabola, la signora Amour gira la faccia per non vedere il massacro compiuto dai briganti sulla vittima.

 

 

*

 

 

Il negazionismo della signora Amour è assai prezioso per coloro che vogliono prendere tempo e procrastinare all’infinito la verità, per non riconoscere mai la veridicità di Adelaide e delle sue apparizioni.

Il massacro del pudore compiuto il 05 luglio 1944 sulla bambina Adelaide, è lo scandalo, accertato con prove documentali, che invalida di fatto la sentenza pronunciata dal Tribunale Ecclesiastico della Curia di Bergamo contro Adelaide Roncalli, marchiata dalla Chiesa come bugiarda.

 

*

 

Pubblichi dunque, la signora Amour, la testimonianza di Monsignor Bramini di pagina 28 de “La fonte sigillata” e la relazione del dottor Cazzamalli nel suo libro, che lei censura (Ferdinando Cazzamalli, La Madonna di Bonate, Bocca Editori, Milano 1951.

Si applichi poi a considerare quell’esame immondo ordito da don Cortesi.

E, quale studiosa del pensiero di santa Teresa di Lisieux piccola vittima d’amore, rompa il silenzio cui sono incatenate le religiose obbligate da un clero bugiardo e prepotente a difendere l’odioso carnefice,il rettile del tradimento e dello scherno” che ha massacrato il pudore di Adelaide, piccola vittima d’amore, condannata a portare per sempre su di sé il marchio malefico dell’abuso e non diventare mai una religiosa.

 

15 luglio 2017

 

 

Servilismo complice,

per negare la verità.

 

 

Anche se non merita alcuna attenzione per la confusione che lo connota, il libro su Adelaide Roncalli, scritto dalla signora Amour non si può ignorare.

E’ l’ennesima prova dello stato deplorevole in cui versa la Chiesa, assolutamente incapace di verità.

 

Innanzitutto una domanda: cos’è questo libro?

 

Sulla quarta di copertina è scritto: “Una vita nel silenzio è la storia vera di una piccola grande donna”.

Ma nella prefazione al libro, Mons. Bonicelli scrive:

Non è la vita della veggente in senso biografico”.

 

E allora cos’è questo libro?

Mons. Bonicelli lo riferisce con una frase ambigua, incomprensibile, criptica e inquietante.

 

Questo libro rivela inequivocabilmente il marchio che le apparizioni hanno lasciato su questa ragazza inappagata nei suoi propositi, che non può essere la religiosa che sognava di fare, ma che non si discosta dalla sua linea di assoluta riservatezza(pg. 8).

 

Adelaide sarebbe, per Bonicelli, una ragazza marchiata, frustrata, fallita, senza identità, ma riservata! (basterebbe questo per chiudere il libro).

 

In sintesi: la verità del libro starebbe nel…marchio che Adelaide porta addosso!

(termine quanto mai ambiguo e di certo funesto, perché associato alla “bestia” - Apocalisse 13,16-18).

 

E che cos’è dunque, questo marchio?

 

Cerchiamo di capire meglio, andiamo avanti e leggiamo le pagine iniziali del libro dedicate al sermone, pronunciato ai funerali di Adelaide, da don Davide Galbiati, ex Parroco di Ghiaie, che la Amour presenta come interprete autentico di Adelaide.

 

*

 

Di questo sermone colpisce un passaggio.

Adelaide – dice don Galbiati – è cambiata.

 Il cuore di Adelaide è cambiato” - afferma il prete. pg 19

 

Secondo don Galbiati, nella storia di Adelaide dovremmo cogliere dunque un momento di conversione, una metànoia, un profondo cambiamento.

Ma quando è avvenuto questo cambiamento?

Quando il cuore di Adelaide sarebbe cambiato?

A che età? Come sarebbe cambiato? Perché è cambiato il suo cuore? Cosa sarebbe diventata Adelaide? Cosa sarebbe stata prima del cambiamento?

Don Galbiati non lo spiega.

Si limita a dire che Adelaide è cambiata.

E ci sorprende.

Nessuno ha mai detto di lei che è cambiata.

 

*

 

Don Candido, ad esempio, è di diverso avviso.

 

Adelaide è la bambina di un tempo” – scrive ricordando il suo incontro con Adelaide a palazzo Salviati – “ricorda per filo e per segno tutte le estasi e il contenuto di esse, in particolare che la Madonna le ha detto: la Chiesa un giorno mi riconoscerà” continua don Candido. pg. 60-62

 

Per don Candido, Adelaide non è mai cambiata.

Per don Galbiati invece è cambiata.

A chi credere? A don Candido o a don Galbiati?

La scelta non è difficile.

 

La Amour finge di ignorare che su don Candido pesa l’ombra nera di una calunnia spaventosa ordita da ambienti clericali perché la sua testimonianza non fosse mai credibile. E la Amour non denuncia questa nefandezza del clero contro un proprio confratello.

Ma esalta don Galbiati confermando, ambiguamente, il pensiero di costui:

ovvero che il cuore di Adelaide è cambiato.

 

*

 

Ma perché don Galbiati ci tiene tanto a dire che Adelaide è cambiata?

Sembra addirittura voler santificare Adelaide!

Come mai desidera tanto dichiarare il cambiamento di Adelaide e santificarla?

Lo scopo recondito di don Galbiati è il seguente:

 

don Galbiati vuole santificare Adelaide per confermare, paradossalmente, il marchio infamante di bugiarda con cui la Chiesa l’ha bollata.

 

*

 

Per don Galbiati, Adelaide è la bugiarda come la Chiesa l’ha marchiata indelebilmente nel Processo contro di lei.

Non potrebbe pensare diversamente.

Come per tutti i preti, anche per don Galbiati, prete della Chiesa Cattolica, deve valere quel che la Chiesa ha dichiarato dopo una lunga Inquisizione e la sentenza del Tribunale Ecclesiastico contro Adelaide; e cioè che:

la bambina Adelaide ha mentito e la Chiesa, per questo, non la riconoscerà mai come sincera.

 

E allora perché dice che è cambiata?

E’ semplice capirlo.

Il cambiamento di Adelaide è avvenuto dopo il Processo e la sentenza contro di lei.

Il cambiamento di Adelaide è avvenuto dopo e grazie all’Inquisizione di don Cortesi.

Per don Galbiati Adelaide è cambiata perché ha ritrattato la bugia detta da bambina come ha fatto con don Cortesi, in confessione.

 

Adelaide ha confessato di nuovo la sua bugia al prete e ha riconosciuto la sentenza della Chiesa (ovvero di essere una bugiarda).

Per questo è cambiata.

E per questo può essere santificata.

 

*

 

Ma questo, la Amour fa finta di non vederlo.

E continua imperterrita a difendere Adelaide, appellandosi alla inconsistente spiegazione di padre Raschi, secondo il quale don Cortesi si sarebbe “infilato nella coscienza di Adelaide” (Pg 63).

Affermazione gratuita, che non prova nulla. Del tutto inutile per dimostrare che Adelaide è stata indotta a ritrattare.

Padre Raschi non ha prove per dimostrare la propria tesi. Quella di padre Raschi è solo un’insinuazione.

Padre Raschi ha creduto a una bambina bugiarda (che, oltretutto ha abbandonato per seguire un’altra veggente e diventare veggente anche lui!).

Anche padre Raschi, per un motivo opposto a quello di don Candido, non è comunque credibile.

 

Al contrario, don Cortesi, esaltato dal clero come “Sacerdote al servizio della Verità”, è assolutamente veritiero.

Come veritiero appare don Galbiati.

 

*

 

L’affermazione di don Galbiati la si comprende dunque, in questo modo:

 

Il cuore di Adelaide bambina era “terribilmente anfrattuoso, un nodo di vipere uno scrigno chiuso da sette draghi”, come lo ha definito don Cortesi.

Adelaide però, dopo l’Inquisizione di don Cortesi, è cambiata.

Ha confessato la sua bugia, diventando sempre più umile, indulgente, riservata; e così,…col cambiamento, da bimba maligna, Adelaide si è fatta…santa!

 

Adelaide ha riconosciuto di aver desiderato di vedere angeli, santi e la Madonna, di sentire la sua voce, di farsi suora…ma in questo non c’è nulla di male.

Si può continuare a ricordare le sue presunte apparizioni (don Galbiati ci tiene a dire che sono presunte, cioè: immaginate) ma solo come puro desiderio di Adelaide, come ha sancito la Chiesa.

 

Quel che conta è che alla fine, marchiata dal male e inappagata nei suoi propositi, frustrata nelle ambizioni, come dice Bonicelli, si è fatta umile e santa.

 

Proprio come vuole la Amour; che esalta il sermone di don Galbiati, senza capire che, col suo sermone, don Galbiati chiude perfettamente il ciclo del capro espiatorio, in accordo con Bonicelli e il clero.

Circondato da venti preti, dinnanzi alla bara di Adelaide, col suo sermone, don Galbiati vuol far credere a tutti che:

 

-         dopo esser stata martirizzata, Adelaide (la vittima) può essere santificata perché, riconoscendo di essere portatrice di male, è cambiata, si è fatta umile;

-         così don Cortesi (il persecutore) viene legittimato nell’Inquisizione violenta con la quale ha sconfitto il male (che la vittima-Adelaide portava e che la marchiava) ricreando, nella Chiesa, l’Ordine sconvolto dalla stessa vittima.

 

A questa conclusione conduce il libro della Amour, che in tal modo si presenta come libro demoniaco (il ciclo vittimario è sempre opera del demonio).

 

La Amour probabilmente non se ne accorge.

Vorrebbe difendere Adelaide e santificarla per davvero, ma, troppo attenta a non disturbare il clero, la schianta e la marchia per sempre come il clero desidera.

.

 

*

 

 

Formato da una giustapposizione caotica di alcuni documenti riportati senza ordine e in modo acritico; e deprivato di altri ben più importanti documenti, omessi perché scomodi e non congruenti allo scopo della falsa santificazione di Adelaide,

il libro della signora Amour, che dimostra imperizia e scarsa cultura, affonda in un caos di contraddizioni inestricabili.

 

Evidenzieremo più avanti altre pacchiane contraddizioni nel suo libro (ad esempio: Padre Raschi, nella sua testimonianza, riportata nel libro della Amor a pg.65, cita un testo a comprova della propria tesi – La fonte sigillata -  Ma per la signora Amour in questo testo non esiste la testimonianza più rilevante. Il suo testimone più credibile, padre Raschi, cita un testo che la Amour di fatto censura! Perché? Cos’è quel testo tanto scomodo?...)

 

Per il momento consigliamo alla signora Amour, che è un medico, di non far altra confusione e applicarsi invece, a studiare l’esame compiuto sulla bambina Adelaide nel convento delle Suore Orsoline di Gandino il 05 luglio 1944 dal medico Ferdinando Cazzamalli (e da don Cortesi) contro il medico Agostino Gemelli.

 

Il libro (un altro che lei censura!) su cui potrebbe iniziare a lavorare è il seguente:

 

Ferdinando Cazzamalli, La Madonna di Bonate, Bocca Editori, Milano 1951

 

Anche il volume del Cazzamalli non è mai citato nel suo libro, nemmeno in bibliografia.

 

Grave omissione, che mostra la non volontà della Amour di dire la verità sulla persecuzione inferta alla vittima Adelaide.

In questo accomunata al paladino del persecutore don Cortesi, Mons. Midali, che costruisce per lui un enorme sontuoso castello, destinato a crollare miseramente perché edificato sulla sabbia.

 

 

14 luglio 2017.

 

 

 

Sull’orlo della disperazione e del suicidio

A_Gandino_Luglio_1944   Un dolore terrificante.

 

 

 

E’ cosa vile affermare di aver incontrato Adelaide per attirare consensi. Perché Adelaide è morta e non può replicare.

 

Ignobile poi, è ammantarsi dell’alone di santità di Adelaide riducendone il dolore sopportato, e mutare così la persona stessa di Adelaide negandone la vera esistenza e la storia di dolore.

 

Santificare Adelaide falsamente, per presentare in lei una copia di sé, e fare di lei quel che si desidera che sia, soprattutto per accontentare quelli che contano e non vogliono riparare al massacro compiuto, è abominevole.

 

 

 

 

 

Alcuni anni or sono (2012) mentre collaboravo con la pittrice Vitalba alla realizzazione della pala d’altare di Pentecoste, telefonavo alla signora Vittoria Roncalli, che comunicava alla sorella Adelaide le mie domande sui colori e la composizione della visione di quel giorno, 28 maggio 1944 (i dipinti realizzati dai diversi pittori, compreso Galizzi, erano incompleti, e non permettevano di comprendere il significato di quella grande apparizione apice dell’intero ciclo epifanico).

 

La signora Vittoria Roncalli mi ha aiutato volentieri, e, come le ho chiesto, ha rivolto alla sorella Adelaide le mie domande sull’apparizione di quel giorno riportandomi poi le risposte di Adelaide. 

(Così, posso affermare che la pala d’altare dipinta da Vitalba, purtroppo confinata in un garage-cappella, rispetta fedelmente le indicazioni della veggente).

 

In quel periodo, un giorno sono andato a casa della signora Vittoria Roncalli per donarle il libro, scritto da me, sulla sorella (“Adelaide, speranza e perdono”) che contiene una storia delle apparizioni e una breve storia documentata dell’Inquisizione condotta dalla Curia di Bergamo sulla piccola Adelaide, compreso il processo istituito dalla stessa Curia contro di lei.

 

Leggendo il mio libro la signora Vittoria ha scoperto molte cose che non sapeva, fra le quali la “visita delle pudende” alla quale la sorella Adelaide, ancor bambina, era stata sottoposta nel convento di Gandino.

Inevitabilmente scandalizzata e incredula, Vittoria ha chiesto ad Adelaide se quel che era scritto nel libro fosse vero.

 

Alla domanda di Vittoria, Adelaide si è coperta il volto con le mani, e scoppiando in un pianto dirotto e disperato, ha confermato col capo quel che era scritto nel mio libro.

 

Ma perché non hai mai detto niente?” le ha chiesto Vittoria rimproverandola con affetto.

 

Basta! Basta! Ti prego! Basta! Non voglio ricordare! Basta! Ti prego! Basta!” – le ha risposto Adelaide a testa china, il volto inondato di lacrime, ormai senza respiro, con le mani sul cuore che deflagrava dal dolore per la memoria ancora viva di quel massacro.

 

Il silenzio di Adelaide non è stato affatto una “musica di sottofondo” come la signora Amour vuol far credere e scrive nel suo libro.

 

Il silenzio di Adelaide è il silenzio delle piccole vittime innocenti, condotte a subire la più nefasta delle abiezioni.

 

Per tentar capire il silenzio di Adelaide si deve pensare a quel che hanno sofferto tanti bambini abusati e poi moltiplicare quella violenza assassina inferta, da predatori e predatrici, alla loro intimità e al loro pudore lordato da un cumulo d’impudicizie indescrivibili.

E’ noto come alcuni di questi bambini non ce l’hanno fatta a sopportare quell’onta orrenda e, dopo aver tentato di resistere, si sono suicidati.

 

Com’è noto ormai, è estremamente difficile per la vittima ricordare il massacro subito senza desiderar di morire. Soprattutto impossibile presentarsi agli altri con quell’ombra ripugnante che i predatori e le predatrici hanno loro gettato addosso come un vestito immondo.

 

Il dolore di Adelaide è un dolore terrificante che l’ha spinta più volte sull’orlo della disperazione e del suicidio.

 

A nulla serve tentar di coprire, nascondere, edulcorare quel dolore affermando di aver incontrato Adelaide e farsi sua portavoce.

Perché Adelaide è morta e non può replicare.

 

Quel che resta è il DOCUMENTO! E questo è incontrovertibile.

 

E’ risaputo che il potere ha sempre cercato di distruggere documenti compromettenti per salvaguardare la propria immagine e nascondere i crimini. Ma non sempre ci è riuscito. Anche nella storia del martirio di Adelaide, qualcosa d’importante è sfuggito all’opera dell’occultamento forzato.  Testimonianze autorevoli scritte e concordi tra loro rivelano la terribile verità.

 

Nel presente articolo ho riportato la testimonianza della signora Vittoria solo perché costituisce una conferma della verità del crimine perpetrato contro la bimba Adelaide, che si continua a tentar di occultare con menzogne ignobili ripetute.

 

***

 

Comunque, un sentito ringraziamento va dato alla signora Amour, perché, col suo libro, ci offre l’opportunità di continuare la battaglia per la verità, che la Chiesa intende ancora negare.

 

 

07 luglio 2017

 

 

 

Altra carta,

per l’opera antica del sacro violento.

 

 

La signora Amour ci ha preso gusto e sforna libri su libri (di pessima fattura) sulle apparizioni di Ghiaie e Adelaide Roncalli.

Come fa, dall’altra parte, monsignor Midali, che sforna libri su libri (questi invece di notevole fattura) con la sua collana dedicata a don Luigi Cortesi, il feroce inquisitore di Adelaide.

https://sites.google.com/site/donumbertomidali/home/-cortesiana

 

 

E’ un gioco delle parti destinato a durare anni e anni. Ciascuno dei due, cura la propria, senza disturbare l’altro, sapendo che, tanto, alla verità non si arriverà mai.

 

Una cosa comunque appare subito evidente.

La posizione più debole fra i due, è quella assunta dalla signora Amour.

 

Non solo perché non si perita di analizzare e criticare i libri di Midali

(come potrebbe un medico contrapporsi a un teologo dotto?)

https://sites.google.com/site/donumbertomidali/

 

La cosa più grave è che, mentre Midali, con tenacia e perizia, difende il suo paladino avvalorandone la nefasta inquisizione, la signora Amour riduce la figura di Adelaide Roncalli, della quale, addirittura, nega il dolore infertole da quell’inquisitore, soffocando la verità di quel dolore in un silenzio eroico.

 

Secondo la signora Amour il dolore di Adelaide “è stato “una dolce musica di sottofondo che alla fine esplode in sinfonia nel giorno dei suoi funerali”!!!

 

Ma di chi parla la signora Amour? Chi è mai l’Adelaide di cui scrive? Una persona in carne ed ossa o un’entità celestiale? Eppure è un medico. Il dolore dovrebbe conoscerlo. Dovrebbe sapere che non è affatto, per nessuno, una dolce musica.

 

E allora a che gioco gioca? Per chi scrive?

 

Per capirlo è sufficiente domandarsi:

per quali orecchie è stato una dolce musica il dolore di Adelaide?

La risposta non è difficile:

il dolore di Adelaide è stato una dolce musica per le orecchie del suo feroce inquisitore e dei suoi sadici accoliti compari.

 

Con il suo tentativo maldestro di santificare anzitempo Adelaide nel modo più disgustoso e banale, la signora Amour si propone due scopi:

 

-        da un lato assecondare l’ipocrisia di coloro che facilmente si scandalizzano e non sopportano la verità della ferocia così com’è stata e viene perpetrata dagli uomini di Chiesa su inermi e persone innocenti, per avere in cambio un’audience sempre più grande e continuare a diffondere altra carta inutile;

 

-        dall’altro ridimensionare e sublimare il dolore di Adelaide per catturare la simpatia di certo clero in cerca di un palcoscenico dal quale ricevere simpatie servili presso il popolo ignorante. 

 

E’ il caso dell’autore della prefazione al libro della signora Amour, Monsignor Bonicelli, il quale si appella demagogicamente al “santo popolo di Dio” (espressione quanto mai generica), e offre la propria autorità per avvalorare il racconto, del tutto falso, di chi ha riferito le ultime parole di Adelaide.

 

Secondo questo racconto, Adelaide moribonda avrebbe esortato la Madonna dicendole: Vieni! Vieni!

 

Ma com’è possibile pensare vera una scena del genere?! Significherebbe che la Madonna non era presente al capezzale di Adelaide. L’invocazione di Adelaide fa pensare a un semplice desiderio espresso da Adelaide moribonda, destinato anche a non avverarsi.

 

Semmai è accaduto il contrario!

E’ stata la Madonna accanto ad Adelaide, a dirle: Vieni! Vieni! Figlia mia prediletta.

 

Che pena! La verità, nella Chiesa, ormai si rovescia facilmente.

 

Non basta il racconto falso degli ultimi istanti di Adelaide. Secondo la signora Amour, il giorno dei funerali di Adelaide sarebbe risuonata una sinfonia? E quale?

Forse la sinfonia della santificazione anzitempo di Adelaide come fa credere elencando le solite virtù banali, buone per una persona con poco carattere, come la signora Amour vorrebbe dipingere Adelaide in ossequio al clero che così vede le donne sante (umiltà assoluta, smussare gli angoli, comprendere gli errori, donna di pace e unità..)?

 

Il gioco cui partecipa la signora Amour è vecchio e consunto:

 

santificare falsamente la vittima dopo che è stata massacrata e darle un altro volto raccontando un’altra storia, per giustificare lo stesso massacro, assolvere i suoi feroci persecutori e ripristinare l’Ordine.

 

E’ questa l’opera antica del Sacro Violento, ripetuta incessantemente nei secoli dal demonio.

 

01 luglio 2017.

 

 

La morte e la verità.

 

Anche Giacomo Sebastiano Pedersoli ci ha lasciato. E’ stato il mio primo editore. La sua scomparsa mi ha molto addolorato.

 

Grazie alla mediazione di don Elio Artifoni, Parroco  delle Ghiaie, Sebastiano Pedersoli ha pubblicato due miei scritti: “Il simbolo di Ghiaie” e “Pellegrinaggio al Torchio di Ghiaie”.

 

 

Era entusiasta del mio lavoro. “Questo libro riaprirà il processo” – diceva convinto, dopo aver pubblicato “il Simbolo di Ghiaie”.

 

Con lui, e alcuni fedeli delle apparizioni, ho partecipato alla trasmissione condotta da Gad Lerner al Santuario di Nostra Signora di Caravaggio, portando il libro appena pubblicato.

 

Speravamo di iniziare così, un confronto con la Chiesa, sul messaggio delle apparizioni e sul tema cardine del libro: il rapporto intercorso fra l’Inquisitore bergamasco don Cortesi e la bambina Adelaide Roncalli, portatrice del messaggio.

 

 

 

Non mi è stato mai permesso.  

 

E sì che avevo definito don Cortesi: “il pellegrino più importante delle Ghiaie”; come ancora rimane, quale espressione di una Chiesa chiamata a scendere a Ghiaie e, nella Luce di Dio, riconoscere la verità.

 

Tutti si sperava che la Chiesa riconoscesse gli errori, riparasse i crimini gravissimi, e iniziasse, da Ghiaie, un itinerario di conversione come avevo esortato nel “Pellegrinaggio”.

Purtroppo, la Chiesa ha scelto di continuare il martirio di Adelaide, iniziato dall’Inquisitore, e tradire.

 

Da allora ho continuato e continuo la battaglia per la verità, costretto giorno dopo giorno a constatare che questa Chiesa la occulta nel modo più perfido; mostrandosi cioè, benevola, per attirare facili simpatie e nutrire il popolo con un ingannevole filantropismo e false luci, come hanno sempre fatto le strutture di potere nei secoli.

 

 

Ma è quel che deve accadere.

Da questa attività ingannevole deriva l'apostasia della Chiesa.

E Ghiaie ne costituisce il discrimine.

 

Rinnoviamoci e ripariamo al male che abbiamo fatto, perché non ci sorprenda la morte e non ci manchi il tempo di convertirci”.

 

Martedì, 20 Giugno 2017

 

 

 

L’infanzia in pericolo

 

 

 

Sfracellerai i loro bambini ordina il secondo libro dei Re (8,12). Sacrificate bambini nelle valli scrive Isaia (57,5). Riversa l’ira sui bambini nella strada, dice Geremia (6,11). Uccidi bambini e lattanti è scritto nel Primo Libro di Samuele (15,3).

 

Bastano questi passi della Bibbia per capire:

 

-        quale è il fondamento delle stragi compiute dallo jihadismo islamico, che pratica alla lettera la parola sacrificale del Vecchio Testamento, sfracellando, massacrando, uccidendo bambini;

 

-        e quale sciagura fomenta l’illusione dell’unità delle tre grandi religioni monoteistiche - in particolare l’inganno del “dio unico” massacratore di bambini secondo il dettame biblico, che crea unità e ordine attraverso il sacrificio dell’Innocente.

 

Non è bastato zittire La Salette, Lourdes, e Fatima, che nel messaggio hanno avvertito del gravissimo pericolo, anche le Ghiaie sono state silenziate, e Adelaide martirizzata.

 

Finché l’Islam non riconoscerà il Crocifisso come via della Riconciliazione e della Pace, dissimulerà, tenendo desto il sogno catastrofico di ridurre il cristianesimo in schiavitù, ed egemonizzare il mondo attraverso un orribile massacro in tutte le nazioni e altre spaventose stragi d’innocenti.

 

La Riconciliazione fra le genti è possibile solo nelle mani di Maria che tiene nelle mani Dio Bambino, concepito in Lei per opera dello Spirito Santo, e nato da Lei per morire e insegnare la vera Via della comunione fra gli uomini.

 

Questa la grande missione chiesta dalla Madre di Dio alle Ghiaie.

 

Riconciliazione!

 

 

Non era per niente difficile capire perché la Madonna si è presentata, il 28 maggio 1944, giorno di Pentecoste: con la corona sul capo, il velo verde, il vestito rosso e due colombi neri e divaricati nelle mani.

 

Non era difficile vedere nel contrasto fra il nero dei colombi opposti negli sguardi e il biancore delle mani di Maria, l’immagine di due fratelli nemici, due persone rivali, due popoli in guerra; ovvero il simbolo del conflitto, di tutte le ostilità che dividono una persona dall’altra;

 

e riconoscere nelle mani di Maria il luogo dell’amore, della pace, dell’unità, della conversione, l’uscita da ogni divisione, il passaggio dall’oscurità alla luce, la liberazione da tutti i conflitti e dalle mille guerre fratricide che dividono l’umanità, il luogo della Vita e della generazione di un Tempo nuovo.

 

Non era per niente difficile capire, in tempo di guerra, che, mostrandosi in questo modo, la Madonna chiedeva alla Chiesa di portare, con Lei, nel mondo, lo Spirito di Pentecoste per unire l’umanità nella vera Pace, Che è Cristo Amore.

 

La Chiesa Cattolica avrebbe dovuto accettare questa immagine, comprenderla e portarla ovunque, come icona di una grande missione universale di Comunione, per suscitare persone di buona volontà in grado di operare in mezzo agli uomini in conflitto e condurli, attraverso questa icona, al Perdono e alla Riconciliazione.

 

Non era difficile comprendere che a Pentecoste la Madonna si è rivelata a Ghiaie, attraverso la piccola Adelaide, come: la Riconciliatrice.

 

A La Salette e a Fatima la Madonna aveva ricordato le conseguenze catastrofiche di cui è capace l’uomo in guerra. E per questo, per evitare tante terribili sofferenze ai Suoi figli, è scesa a Ghiaie: per aprire da qui, una grande via di Comunione e di Pace.

 

Ma non è stata ascoltata.

 

I massacri di bambini e persone inermi, l’eccidio incessante di cristiani, colpisce al cuore, acceca, esaspera. Viene meno la speranza, e sempre più si rafforza il pensiero che la guerra sia l’unica possibilità per evitare la catastrofe.

 

Questo scenario si apre innanzi a noi con grande evidenza. Ma non si dice che tutto questo è voluto, che tutto questo fa parte di un piano deliberato da tempo. Si continuano a ripetere frasi vuote, così che dalla compassione si passi alla rassegnazione e poi a credere che serviranno altre vite da offrire in olocausto alla guerra; o meglio al dio della guerra che è Satana.

 

Una sola è la diga da opporre all’inferno che avanza. Lo ripetiamo e lo gridiamo sia pur nel deserto.

 

L’unico argine da opporre al caos e alla divisione sempre più condotta all’estremo dal dio della guerra è:

 

la Madre della Riconciliazione Regina della famiglia apparsa a Ghiaie il 13 maggio 1944 alla piccola Adelaide Roncalli. Unica e sola speranza contro la catastrofe che avanza

 

Occorre che la Chiesa si unisca tutta e innalzi il vessillo della RICONCILIAZIONE operata da Gesù Cristo con il Suo Santo Sacrificio d’Amore sulla Croce, superi ogni DIVISIONE,  e CONFLITTO, cacciando la tentazione di  FALSA UNITA’.

 

PERCHE’ L’UMANITA’ SIA RIUNITA IN CRISTO A FORMARE UNA SOLA COSA UNA SOLA FAMIGLIA UNA ETERNA COMUNIONE D’AMORE.

 

Da questo povero sito, chiedo pertanto, umilmente, a coloro che hanno nelle mani le sorti della Chiesa e dell’umanità di non perdere altro tempo prezioso, e accettare la Verità nella sua pienezza come ha ordinato Il Signore!

 

Per il 13 maggio 2017