Sulla Riconciliazione

 

Non era per niente difficile capire perché la Madonna si è presentata, nel giorno di Pentecoste: con la corona sul capo, il velo verde, il vestito rosso e due colombi neri e divaricati nelle mani. Non era per niente difficile capire, in tempo di guerra, che la Madonna chiedeva alla Chiesa di portare, con Lei, nel mondo, lo Spirito di Pentecoste per unire l’umanità nella vera Pace, Che è Cristo Amore.

 

La Chiesa Cattolica avrebbe dovuto accettare questa immagine, comprenderla e portarla  ovunque, come icona di una grande missione universale di Comunione, per suscitare persone di buona volontà in grado di operare in mezzo agli uomini in conflitto e condurli, attraverso questa icona, al Perdono e alla Riconciliazione.

 

A La Salette e a Fatima la Madonna aveva ricordato le conseguenze catastrofiche di cui è capace l’uomo in guerra. E per questo, per evitare tante terribili sofferenze ai Suoi figli, è scesa a Ghiaie per aprire da qui, una grande via di Comunione e di Pace. Ma non è stata ascoltata.

 

Non era difficile vedere il contrasto fra il nero dei colombi e il biancore delle mani di Maria, e capire che:

 

i colombi neri raffigurano una coppia divisa, due fratelli nemici, un’amicizia spezzata, due persone rivali, due popoli in guerra; ovvero il simbolo del conflitto, di tutte ostilità che dividono una persona dall’altra;

 

e riconoscere nelle mani di Maria il luogo dell’amore, della pace, dell’unità, della conversione, l’uscita da ogni divisione, il passaggio dall’oscurità alla luce, la liberazione da tutti i conflitti e dalle mille guerre fratricide che dividono l’umanità, il luogo della Vita e della generazione di un Tempo nuovo.

 

Non era difficile comprendere che a Pentecoste la Madonna si rivela a Ghiaie, attraverso la piccola Adelaide, come: la Riconciliatrice.

 

E perché dunque la Chiesa non ha compreso? Perché non ha permesso di diffondere nel mondo questa grande missione universale?

La risposta a questa domanda apre un autentico dramma.

Il problema è costituito dalla verità.

 

Come affermano tutti gli autori che operano su questo fronte, occorre produrre narrazioni di verità, altrimenti il cammino del perdono è bloccato e la Riconciliazione impossibile.

(Padre Leonel, La rivoluzione del perdono, Edizioni San Paolo)

Purtroppo la Chiesa ha distrutto le autentiche narrazioni di verità che hanno mostrato le violenze terribili inferte da uomini di Chiesa alla piccola Adelaide, non ha mai voluto sanare la divisione aperta da questi suoi ministri. Si è mostrata così, incapace di operare la Riconciliazione. E ha indebolito la Parola.

Come può presentarsi al mondo esterno come pacificatore chi rifiuta di attuare la pace nella propria casa?

 

Certo, ogni uomo è chiamato a operare su questa via indipendentemente dalla Chiesa. La Riconciliazione infatti, è tema antropologico e filosofico per eccellenza, elevata prassi morale e fondamento della più nobile cultura politica poiché riveste una essenziale funzione pubblica nella risoluzione dei conflitti. Ma l’assenza della Chiesa indebolisce il pensiero e l’azione.

Soprattutto in conseguenza della negazione ferocemente attuata dalla Chiesa della vocazione eucaristica di Adelaide.

 

La Riconciliazione e il perdono sono possibili pienamente solo varcando i confini del visibile. La città non sopravvive senza vera Eucarestia (Giuseppe Dossetti, Eucarestia e città, Editrice Ave). Sarà sempre preda di conflitti, sempre più feroci.

 

1 Febbraio 2015

 

 

La Madre della Riconciliazione

Unica e sola speranza contro la catastrofe che avanza

 

Inutile ribadire la fragilità in cui versa la Chiesa a causa della corruzione e delle feroci lotte intestine alimentate dai molteplici gruppi di potere che vi operano, tutti concordi nel distruggerla, perché incitati dallo stesso spirito diabolico.

 

I massacri di persone inermi e l’eccidio di cristiani colpisce al cuore, acceca, esaspera. Viene meno la speranza, e sempre più si rafforza il pensiero che la guerra sia l’unica possibilità per evitare la catastrofe. La minaccia e la paura fanno crescere, anche nella Chiesa, le voci in favore di un intervento militare dell’ONU.

 

Questo scenario si apre innanzi a noi con grande evidenza.

 

Ma non si dice che tutto questo è voluto, che tutto questo fa parte di un piano deliberato da tempo. Si vuole che dalla compassione si passi alla rassegnazione e poi a credere che serviranno altre giovani vite da offrire in olocausto alla guerra; o meglio al dio della guerra che è Satana.

 

Una sola è la diga da opporre all’inferno che avanza. Lo ripetiamo e lo gridiamo sia pur nel deserto. 

 

L’unico argine da opporre al caos e alla divisione sempre più condotta all’estremo dal dio della guerra è: la Madre della Riconciliazione Regina della famiglia apparsa a Ghiaie il 13 maggio 1944 alla piccola Adelaide Roncalli.

 

Occorre che la Chiesa si unisca tutta e innalzi il vessillo della RICONCILIAZIONE operata da Gesù Cristo con il Suo Santo Sacrificio d’Amore sulla Croce, e scacci ogni tentazione di FALSA UNITA’ al servizio del DIVISORE, il NEMICO DI DIO e amico della guerra.

 

PERCHE’ L’UMANITA’ SIA RIUNITA IN CRISTO A FORMARE UNA SOLA COSA UNA SOLA FAMIGLIA UNA ETERNA COMUNIONE D’AMORE.

 

Chiedo pertanto, umilmente, a coloro che hanno nelle mani le sorti della Chiesa e dell’umanità di non perdere altro tempo prezioso in conflitti intestini che lacerano il Corpo Santo di Cristo e colpiscono al cuore la Sua Santa Madre.

Li scongiuro: accettino la Verità nella sua pienezza come ha ordinato Il Signore!

E con la Verità aprano per tutti il cammino della Riconciliazione e del Perdono.

 

Marzo 2015

 

 

Riconciliazione

oppure conflitto insanabile

 

Dopo sei mesi di intensa riflessione, e alla luce dei gravissimi recenti atti di guerra spietata condotti in nome dell’Islam, necessita fare il punto sul tema più volte ripreso in questo sito. Ovvero: LA RICONCILIAZIONE, nel quale si riassume il significato delle epifanie mariane di Ghiaie, come più volte abbiamo affermato.

 

La prima conseguenza, evidentissima, di questi atti di guerra è la restrizione violenta dello spazio e delle opportunità di RICONCILIAZIONE, in particolare fra Islam e Cristianesimo; finalità catastrofica che gli autori di tali atti efferati si propongono.

Costoro infatti, si prefiggono l’annullamento di qualsiasi approccio a un incontro vero che conduca a un processo di verità.

Perché una cosa temono soprattutto: che si evidenzino le radici SACRIFICALI su cui si fonda la religione islamica.   

 

Il problema sta qui. E si può riassumere in un concetto:

coloro che guidano l’Islam temono il disvelamento della RADICE SACRIFICALE della religione su cui si regge il loro comando.

 

Per mantenere il loro potere sulle masse - alle quali viene impedito di scorgere altri modi per la risoluzione dei conflitti, oltre la violenza – costoro rafforzano LA RAGIONE SACRIFICALE su cui si fonda l’Islam, sia conservando leggi e norme fondate sul sacrificio vittimario, sia attraverso atti cruenti spettacolari.

Come siamo costretti a vedere con raccapriccio.

 

Per questo è un grave errore da parte dei pastori della Chiesa Cattolica, non solo occultare la natura del catastrofico progetto islamico condotto dal Califfato che mette in pericolo l’intera umanità, ma anche, e soprattutto, tranquillizzare i cristiani dicendo che non è vero niente, invitandoli addirittura a recitare preghiere false insieme ai musulmani, facendo credere che bastano le buone intenzioni.

 

Ad esempio ripetere, come già detto, la falsa preghiera recitata da Papa Bergoglio nell'incontro ecumenico e interreligioso a Sarajevo.

 

Noi, discendenti di Abramo secondo la fede in Te, unico Dio, ebrei, cristiani e musulmani, umilmente siamo davanti a Te e con fiducia Ti preghiamo

 

Questa preghiera è falsa nel richiamo comune ad Abramo.

 

1. L’Abramo che i mussulmani dichiarano fondatore dell’Islam, è figura del credente di un dio sacrificale che impone lo sgozzamento dell’altro, della vittima, come atto dovuto e necessario per mostrare la fede.

 

2. Niente a che vedere con Gesù, Che preesiste ad Abramo, e immola se stesso come Agnello sacrificale sulla croce. («In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».(GV, 37-58).

 

(Abramo nel Nuovo Testamento, La civiltà cattolica, quaderno 3613, gennaio 2001)

 

Questa preghiera allontana il processo di Riconciliazione perché legittima quel che invece dovrebbe essere evidenziato come fattore di divisione.

 

La RICONCILIAZIONE infatti, non può sorreggersi su una base falsa.

 

Perciò è gravissimo e imperdonabile, che proprio il capo della Chiesa Cattolica (gesuita!) lasci credere che possa sussistere il principio abramitico sacrificale dell’Islam e addirittura legittimarlo con la preghiera comune, occultando il fondamento stesso del Vangelo e della Verità Trinitaria su cui si fonda la fede cattolica.

 

In tal senso la falsa Riconciliazione è di grave nocumento a un incontro vero che conduca a un autentico processo di verità, perché, occultando la verità, inganna, illude, mistifica, favorendo le espressioni estreme della follia islamica, continuazione del folle progetto sacrificale universalistico nazista, e comunista, di unire il mondo mediante un’ecatombe sacrificale.

Lo Jihād offensivo – ovvero la guerra santa del Califfato – non è altro che l’espressione estrema di questo progetto folle, al quale le masse islamiche saranno in gran parte sottomesse perché in esso ritroveranno gli insegnamenti appresi mediante l’indottrinamento e la prassi di norme sacrificali quotidiane.

 

 

Ed è proprio alla luce della catastrofe incombente a causa del prevalere dell’universalismo sacrificare islamico, che oggi è possibile capire senza fatica perché la Madre del Verbo, preoccupata per quel che sarebbe accaduto (e che accade), è apparsa a Ghiaie, in piena guerra, e A PENTECOSTE !, col vestito rosso, tenendo nelle mani due colombi scuri divaricati nello sguardo, che raffigurano, come ho scritto più volte, una coppia divisa, due fratelli nemici, DUE POPOLI IN GUERRA; ovvero il simbolo del conflitto e di tutte ostilità che dividono gli uomini.

 

Per questo, oggi, proprio alla luce della catastrofe incombente, non è difficile capire che, mostrandosi così, la Madonna ha domandato di riconoscere che solo nelle sue mani è il luogo dell’amore, della pace, dell’unità, della conversione, l’uscita da ogni divisione, il passaggio dall’oscurità alla luce, la liberazione da tutti i conflitti e dalle mille guerre fratricide che dividono l’umanità, il luogo della Vita e della generazione di un Tempo nuovo.

 

Non è difficile capire che nelle mani di Maria si trova la vera RICONCILIAZIONE.

 

Purtroppo, come più volte denunciato, questo messaggio è stato distrutto dalla Chiesa Cattolica, che ha martirizzato per 70 anni la portatrice di questo messaggio di unità, pace e RICONCILIAZIONE (tutti i Papi hanno respinto Adelaide disdegnando la grande Missione che la Madonna aveva domandato alla Chiesa).

 

Di conseguenza sempre più chiare echeggiano, oggi, le parole di Gesù riportate nel Vangelo di Matteo - uno dei due santi dell’apparizione di Pentecoste

 

– “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde”.

 

E’ giunto il tempo per meditare con attenzione sulla relazione fra RICONCILIAZIONE E OPPOSIZIONE INSANABILE.

 

03 luglio 2015

 

 

I due mondi separati

(gli amici della morte)

 

Il comunismo è per sua natura antireligioso, e considera la religione come « l’oppio del popolo » perché i princìpi religiosi che parlano della vita d’oltre tomba, distolgono il proletario dal mirare al conseguimento del paradiso sovietico, che è di questa terra.

 

Riteniamo utile riprendere la riflessione sul tema della “Riconciliazione”, a partire da questa affermazione di Papa Pio XI che si trova nella sua Enciclica DIVINI REDEMPTORIS (citata nell’articolo precedente).

 

 

Nella sua Enciclica Pio XI avvertiva il pericolo grave costituito dalla netta separazione fra vita e morte che il Comunismo avrebbe condotto “nascondendo i propri disegni dietro idee che in sé sono buone ed attraenti” e “proponendo talvolta anche cose del tutto conformi allo spirito cristiano e alla dottrina della Chiesa”.

 

Ma non è stato ascoltato.

 

Il Comunismo è riuscito nello scopo e, con l’inganno e la violenza, ha spinto le masse ad abbracciare i progetti rivoluzionari dei suoi capi e ideologi per creare su questa terra, mediante la morte, un Paradiso di eguali, ovvero un mondo unito senza più poveri, senza più guerre e senza più morte che sarebbe stata sconfitta dalla scienza.

 

Il progetto comunista è naufragato miseramente lasciando ovunque, oltre a un mare di sangue e devastazioni, semi velenosi della sua catastrofica illusione demoniaca, che sono penetrati nel profondo degli animi e hanno attecchito anche nella Chiesa dove, mutando la forma, hanno prodotto nuovi frutti ingannevoli rivestiti di “parole” evangeliche.

 

 

Anche il nazismo, nato dalla stessa radice satanica, dopo aver sparso sangue e devastazioni ovunque, ha promesso un Paradiso sulla terra mediante la morte: un Paradiso di forti e perfetti.

Anche i suoi semi sono entrati nella Chiesa, e mutando la forma hanno prodotto nuovi frutti ingannevoli tuttora celati in perfidi progetti di unire il mondo attraverso la selezione e il mutamento della specie umana finalizzati alla creazione di un uomo divinizzato prodotto dalla scienza.

 

 

Anche la nuova democrazia americana ha promesso di unire il mondo mediante la morte e creare un Paradiso sulla terra, un Paradiso di liberi; mostrando questo progetto, subito dopo aver vinto la guerra, con lo sterminio di milioni di persone mediante la bomba atomica (fra pochi giorni si ricorderà l’ecatombe orrenda di Hiroshima e Nagasaki) continuando poi a seminare guerre e morte nel mondo.

Anche queste false idee di libertà hanno prodotto semi velenosi, penetrati nel profondo degli animi e nella Chiesa.

   

Non dimentichiamo certo le innumerevoli, orrende e scellerate guerre condotte nel nome della croce di Cristo in vista di un falso Paradiso cristiano, che hanno allontanato ancor più l’uomo dalla via della Pace.

E un profondo smarrimento ci sgomenta oggi, nell’assistere all’avanzata della religione islamica che torna con il suo perfido progetto di unire il mondo mediante morte e massacri promettendo anch’essa un Paradiso, più folle e pericoloso di tutti gli altri, perché fondato su una miscela esplosiva di sesso e violenza sacrificale.

 

 

Com’è noto infatti, il paradiso islamico è figura di un’orgia senza fine alla quale l’uomo accede in cambio del massacro di infedeli mediante l’omicidio e il suicidio di massa.

 

Non intendiamo descrivere qui le folli visioni date in pasto ai giovani musulmani invitati a sacrificarsi per soddisfare pulsioni inappagate. Ci limitiamo solo a mettere in evidenza quanto sia pericoloso eccitare il desiderio erotico che sempre anela a unirsi alle peggiori perversioni violente sacrificali. E di nuovo avvertire quanto siano imprudenti e sbagliati impegni di tolleranza religiosa, dialogo e riconciliazione fra capi e potenti della terra che evitano, per demagogia, un profondo processo di riflessione e verità.

 

*

Purtroppo a  causa di pastori ingannatori e felloni il tema del rapporto fra Vita e Morte è confinato in un angolo.

Vita e Morte continuano ad esser separate, e la Vita a sussistere sempre in funzione della Morte.

Più che mai in pericolo sono: il cristianesimo, i cristiani e la vera escatologia.

 

Non era per niente difficile capire perché la Madonna si è presentata alla piccola Adelaide a Ghiaie nel giorno di Pentecoste: con la corona sul capo, il velo verde, il vestito rosso e due colombi neri e divaricati nelle mani!

Non era per niente difficile capire, in tempo di guerra, che la Madonna chiedeva alla Chiesa di portare, con Lei, nel mondo, lo Spirito di Pentecoste per unire l’umanità nella vera Pace di Cristo nostra Vita, Che sulla Croce ha vinto la Morte aprendo il vero Paradiso dell’Amore Puro.

 

http://wikiislam.net/wiki/Le_72_vergini

http://www.ilgiornale.it/news/dubbi-islamici-paradiso-si-fa-sesso.html

http://www.ioamolitalia.it/no-islam/il-teologo-islamico-muhammad-ali-shanqiti-i-musulmani-godranno-dei-favori-sessuali-di-19604-donne-in-paradiso.html

 

 

1 agosto 2015

 

 

La falsa accoglienza

per l’Islam dissimulatore

 

che sogna l’egemonia

 

il 9 settembre, Tariq Ramadan intellettuale e teologo musulmano molto noto in Francia ha presentato, al Festival della letteratura di Mantova, un libro scritto con Edgar Morin filosofo illuminista radicale, e in quell’occasione non ha mancato di denunciare l’Occidente indicandolo come il responsabile delle guerre che devastano il Medio Oriente.

 

Due giorni dopo, l’11 settembre, per le vie delle città italiane giovani e non più giovani, hanno sfilato per dar fiato a un falso afflato solidaristico filantropico indifferenziato e condannare l’Occidente che semina guerre e non accoglie.

 

ACCOGLIENZA è diventata la parola d’ordine di un movimento politico-religioso indistinto che accomuna persone, gruppi, comunità, associazioni, partiti, parrocchie, istituzioni…

 

Che cosa accade? Ovunque si invoca l’accoglienza. Che significa?

Perché insistere su questo termine tanto impegnativo?

Perché confondere il termine accoglienza con il termine aiuto?

Chi c’è e cosa si nasconde dietro le quinte?

 

Sono i grandi governanti della terra a lanciare questo appello all’accoglienza.

Perché lo fanno?

Il loro progetto è molto semplice da capire. E’ quello di sempre:

alterare la fede cristiana e imporre una nuova religione dell’uomo.

 

A tal fine,

dopo aver scatenato e favorito guerre ad arte suscitando il caos, si propongono di:

 

-   fomentare ovunque in Occidente un falso afflato solidaristico filantropico indifferenziato,

-   svilire il fondamento della fede cristiana in una nebulosa di parole vaghe (come accoglienza),

-   diffondere la necessità di un nuovo credo “interreligioso” fondato su un nuovo umanesimo indistinto,

-   aprire così lo spazio all’Islam dissimulatore che si presenta con grande forza come nuovo riferimento culturale e religioso universalistico per il mondo intero.

 

L’appello all’accoglienza lanciato da una politica e da una Chiesa conniventi coi futuri distruttori della nostra civiltà e della nostra fede, apre la strada ai mussulmani dissimulatori che ormai non nascondo più il progetto di islamizzare l’Europa e il mondo.

 

Un esempio emergente è l’intellettuale musulmano Tariq Ramadan che nell´Europa francofona è ormai una star.

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7012

 

Tariq Ramadan attrae le folle dei giovani immigrati e parla loro con fervore carismatico.

Incanta la sinistra no global.

Cita con pari maestria il Corano e Nietzsche, Heidegger e i detti del Profeta.

Piace a padre Michel Lelong, primo islamologo della Chiesa di Francia. Vende migliaia di cassette con le sue prediche.

 

Ramadan vive a Ginevra, dove è nato 42 anni fa. Ha studiato da imam al Cairo e, tornato in Svizzera, ha conseguito una laurea in letteratura francese e due dottorati, in islamologia e sul pensiero filosofico di Friedrich Nietzsche. Insegna alle università di Ginevra e Friburgo.

È autore di una quindicina di libri: quello intitolato "Essere musulmano europeo", del 1999, è stato tradotto in 14 lingue. È ascoltato come esperto al parlamento europeo.

Negli ultimi mesi è stato accusato di antisemitismo. S´è scontrato duramente con intellettuali ebrei del peso di Bernard-Henri Levy, André Glucksmann e Bernard Kouchner. "Le Monde" e altri giornali importanti hanno pubblicato su di lui inchieste critiche. Ma per Ramadan tutto questo è la prova della giustezza delle sue posizioni e dell´innata ostilità dell´occidente all´islam.

 

Il suo nonno materno, egiziano, è Hassan Al-Banna, fondatore nel 1929 dei Fratelli Musulmani, la più importante corrente islamista del Novecento. Suo padre, esule a Ginevra, ne é stato uno dei più attivi prosecutori. E suo fratello Hani - col quale Tariq nega d´avere legami - dirige, sempre a Ginevra, un Centro islamico che è stato accusato di contatti con la rete terrorista di Al-Qaeda.

 

Tariq Ramadan - agendo nel cuore stesso dell´occidente - intreccia l´islam politico con le critiche radicali della razionalità occidentale fatte da Nietzsche, da Heidegger, da Cioran, da Guénon, e poi dalle correnti neomarxiste e no global.

 

Per Tariq Ramadan l´occidente è al tramonto. E nel vuoto spirituale lasciato da ebraismo e cristianesimo l´islam può entrare e vincere, non più subendo la modernità ma islamizzandola.

Ramadan piace al pubblico occidentale perché la sua visione accoglie elementi di democrazia, di cittadinanza paritaria, di libera espressione. Egli polemizza sia con i musulmani secolarizzati sia con quelli che si separano in comunità chiuse. Annuncia la nascita di un islam pienamente europeo.

 

E si avventura in questa lunga traversata armato della dottrina della taqiyya, ossia dell´arte della dissimulazione, tipica della pratica islamica in terra nemica”.

 

Come scrive il teologo ortodosso Olivier Clement

 

Lo scopo di Ramadan sembra essere quello di far emergere un corpo di valori a partire dalla sorgente islamica, un corpus dalla vocazione universale che prenderà il posto dei valori della civiltà occidentale. Ciò che conta per lui è arrivare ad affermare l'identità musulmana e a presentarla come la fonte della vera universalità.

Partendo dalla constatazione che il fulcro dei movimenti storici è costituito ai giorni nostri dall'insieme Europa-America del Nord, con i paesi musulmani relegati alla periferia, Ramadan nota come oggi però siano numerosi i musulmani, soprattutto gli intellettuali, che sono entrati a far parte di questo centro. Li invita dunque a rimodellarlo e, a poco a poco, a islamizzarlo: "Il riferimento all'ebraismo e al cristianesimo si sta diluendo, se non sta addirittura del tutto scomparendo" ("Les musulmansoccident e l´avenir de l´islam", Actes Sud-Sinbad, 2003). "Solo l'islam può compiere la sintesi tra cristianesimo e umanesimo, e colmare il vuoto spirituale che colpirà l'occidente" ("Islam, le face à face des civilisations", Tawhid, 2001).

Ancora: "Il Corano conferma, completa e rettifica i messaggi che l´hanno preceduto" ("Les messages musulmansoccident"). Alcune personalità cristiane la cui opera benefica non può essere misconosciuta - Madre Teresa, suor Emanuelle, l'Abbé Pierre, dom Helder Camara - sono eccezioni che mostrano solamente che tutti gli uomini perbene sono implicitamente musulmani, poiché il vero umanesimo ha fondamento nella rivelazione coranica. Così, sia direttamente sia attraverso la mediazione di questo umanesimo, la "Città musulmana" potrà instaurarsi sulla terra. "Oggi i musulmani che vivono in occidente devono unirsi alla rivolta degli ´altromondisti´ dal momento in cui, per l´islam, il sistema capitalista neoliberale è un universo di guerra [...]. La rivelazione coranica è esplicita: chi si occupa di speculazione o cura gli interessi finanziari entra in guerra contro il trascendente" ("Pouvoirs", 2003, n. 164).

Il suo problema non è modernizzare l'islam, ma islamizzare la modernità" ("Esprit et Vie", 17 febbraio 2000). Non ci si deve dimenticare che Ramadan è nipote di Hassan Al-Banna, il fondatore in Egitto del movimento islamista dei Fratelli Musulmani, un uomo che egli considera un eminente rappresentante dell´islam "riformista", capace di suscitare all´interno della modernità una cultura alternativa endogena" ("Peut-on vivre avec l´islam?", Favre, 1990).

 

 

Ecco dunque a che serve la falsa accoglienza.

La falsa accoglienza serve all’Islam dissimulatore che sogna l’egemonia.

 

Per capire cos’è la vera accoglienza sarebbe bastato:

 

-   guardare le mani della Regina della famiglia apparsa a Ghiaie alla piccola Adelaide Roncalli,

-   vedere che la Madre di Dio tiene la divisione nelle proprie mani immacolate,

-   comprendere che lo può fare perché a Lei, Cristo Crocifisso e Risorto ha donato il proprio Spirito.

-   E che l’Accoglienza vera si trova sul Golgota nelle braccia di Cristo Crocifisso (e non altrove!)

 

 

15 settembre 2015

 

 

Il Sacro Violento dell’Islam

 

preordina il nostro futuro

 

Guai al clero che ha cacciato brutalmente la Regina della famiglia e della Riconciliazione apparsa a Ghiaie di Bonate!

 

Bisogna essere miopi per non vedere che il 13 novembre a Parigi l’Islam ha preordinato per noi un futuro di massacri, stragi, stermini e campi di concentramento simili ai lager nazisti.

 

Quante stragi di giovani dobbiamo ancora vedere?!!

 

Naturalmente i potenti e i falsi pastori vorranno nascondere questo terrificante teatro che ci attende, continuando a reiterare l’inganno di un falso dialogo interreligioso nell’unità di una falsa misericordia alla quale assoceranno gli stessi amici degli stragisti, facendo credere che sono innocui perché moderati e seguaci dello stesso dio misericordioso (ovvero, quell’Allah che gli stragisti hanno inneggiato seminando massacri).

 

Non c’è differenza fra Islam fanatico e Islam moderato.

Sono entrambi nemici del Crocifisso, hanno entrambi la stessa anima sacrificale, e perseguono entrambi, in modi diversi, lo stesso scopo: islamizzare l’Europa.

 

(Lo scopo dei moderati è espresso con chiarezza dallo studioso Tariq Ramadan, impegnato a far emergere un corpo di valori a partire dalla sorgente islamica, che prenderà il posto dei valori della civiltà cristiana occidentale, fino ad affermare l'identità musulmana come la fonte della vera universalità).

 

L’Islam ha le idee chiare, è molto forte e sa come vuole ridurre il Cristianesimo e soppiantarlo.

 

La Chiesa di Cristo giunge invece, al confronto con l’Islam in totale debolezza, tanto è corrosa da perversità e sfrenata ambizione di potere; disposta ormai a farsi corrompere ancor più da malavitosi e distruttori, continuando a predicare un falso vangelo di falsa bontà che la rende inerme e la stravolge alla radice.  

 

La Chiesa di Cristo giunge al confronto con l’Islam in totale debolezza, soprattutto perché il suo clero ha cacciato brutalmente la Madre di Dio, apparsa a Ghiaie per offrire alla Chiesa l’unica VIA capace di superare la divaricazione religiosa.

 

La Madre di Dio si è mostrata a Ghiaie il 28 maggio 1944, giorno di Pentecoste, tenendo nelle mani due colombi neri divaricati nello sguardo per prefigurare proprio la divaricazione religiosa che oggi vediamo estendersi in tutta la sua potenza distruttiva, e far comprendere che solo nelle Sue mani immacolate si trova la Via per superarla.

 

E per questo ha chiamato Adelaide a farsi Suora Sacramentina (chiamando, nello stesso giorno, Candido a farsi missionario del Sacro Cuore).

 

Con l’esortazione – fra tra il 14° e il 15° anno ti farai Suora Sacramentina  due settimane prima, nella seconda apparizione, Adelaide è stata chiamata dalla Madonna a diventare Sua immagine fedele in quanto Madre del Verbo e in quella “veste” aiutarla a compiere la Missione che Dio Le ha affidato fin dal Principio: LA RICONCILIAZIONE UNIVERSALE IN CRISTO.

 

Ma la Chiesa Cattolica, nei suoi feroci ministri, ha voluto spezzare volontariamente questa grande divina Missione.

Ha brutalmente martirizzato Adelaide. Ha infranto in lei il sigillo del Re. E con reiterata feroce violenza, le ha impedito di concepire verginalmente Cristo nel tempo indicato dalla Madonna, strappandole con ferocia la “veste sacra”.

 

In Adelaide, quel clero immondo ha crocifisso, senza sosta, Cristo stesso, il Verbo di Dio, opponendosi alla Missione per la quale sì è fatto uomo.

 

(La Riconciliazione Universale non si può comprendere se non alla luce del mistero dell’Incarnazione del Verbo nel Seno della Vergine Maria, che si ripete misticamente nelle caste vergini consacrate alla vita religiosa per condurre quella Missione)

 

Guai, Guai, Guai, Guai, Guai, al clero che ha cacciato brutalmente la Regina della famiglia e della Riconciliazione apparsa a Ghiaie di Bonate, martirizzando i suoi due santi testimoni!!!

 

E’ proprio quel clero che ci conduce alla guerra vanificando la Missione della vera Riconciliazione.

 

15 novembre 2015