Sulla Riconciliazione

 

Non era per niente difficile capire perché la Madonna si è presentata, nel giorno di Pentecoste: con la corona sul capo, il velo verde, il vestito rosso e due colombi neri e divaricati nelle mani. Non era per niente difficile capire, in tempo di guerra, che la Madonna chiedeva alla Chiesa di portare, con Lei, nel mondo, lo Spirito di Pentecoste per unire l’umanità nella vera Pace, Che è Cristo Amore.

 

La Chiesa Cattolica avrebbe dovuto accettare questa immagine, comprenderla e portarla  ovunque, come icona di una grande missione universale di Comunione, per suscitare persone di buona volontà in grado di operare in mezzo agli uomini in conflitto e condurli, attraverso questa icona, al Perdono e alla Riconciliazione.

 

A La Salette e a Fatima la Madonna aveva ricordato le conseguenze catastrofiche di cui è capace l’uomo in guerra. E per questo, per evitare tante terribili sofferenze ai Suoi figli, è scesa a Ghiaie per aprire da qui, una grande via di Comunione e di Pace. Ma non è stata ascoltata.

 

Non era difficile vedere il contrasto fra il nero dei colombi e il biancore delle mani di Maria, e capire che:

 

i colombi neri raffigurano una coppia divisa, due fratelli nemici, un’amicizia spezzata, due persone rivali, due popoli in guerra; ovvero il simbolo del conflitto, di tutte ostilità che dividono una persona dall’altra;

 

e riconoscere nelle mani di Maria il luogo dell’amore, della pace, dell’unità, della conversione, l’uscita da ogni divisione, il passaggio dall’oscurità alla luce, la liberazione da tutti i conflitti e dalle mille guerre fratricide che dividono l’umanità, il luogo della Vita e della generazione di un Tempo nuovo.

 

Non era difficile comprendere che a Pentecoste la Madonna si rivela a Ghiaie, attraverso la piccola Adelaide, come: la Riconciliatrice.

 

E perché dunque la Chiesa non ha compreso? Perché non ha permesso di diffondere nel mondo questa grande missione universale?

La risposta a questa domanda apre un autentico dramma.

Il problema è costituito dalla verità.

 

Come affermano tutti gli autori che operano su questo fronte, occorre produrre narrazioni di verità, altrimenti il cammino del perdono è bloccato e la Riconciliazione impossibile.

(Padre Leonel, La rivoluzione del perdono, Edizioni San Paolo)

Purtroppo la Chiesa ha distrutto le autentiche narrazioni di verità che hanno mostrato le violenze terribili inferte da uomini di Chiesa alla piccola Adelaide, non ha mai voluto sanare la divisione aperta da questi suoi ministri. Si è mostrata così, incapace di operare la Riconciliazione. E ha indebolito la Parola.

Come può presentarsi al mondo esterno come pacificatore chi rifiuta di attuare la pace nella propria casa?

 

Certo, ogni uomo è chiamato a operare su questa via indipendentemente dalla Chiesa. La Riconciliazione infatti, è tema antropologico e filosofico per eccellenza, elevata prassi morale e fondamento della più nobile cultura politica poiché riveste una essenziale funzione pubblica nella risoluzione dei conflitti. Ma l’assenza della Chiesa indebolisce il pensiero e l’azione.

Soprattutto in conseguenza della negazione ferocemente attuata dalla Chiesa della vocazione eucaristica di Adelaide.

 

La Riconciliazione e il perdono sono possibili pienamente solo varcando i confini del visibile. La città non sopravvive senza vera Eucarestia (Giuseppe Dossetti, Eucarestia e città, Editrice Ave). Sarà sempre preda di conflitti, sempre più feroci.

 

1 Febbraio 2015

 

 

La Madre della Riconciliazione

Unica e sola speranza contro la catastrofe che avanza

 

Inutile ribadire la fragilità in cui versa la Chiesa a causa della corruzione e delle feroci lotte intestine alimentate dai molteplici gruppi di potere che vi operano, tutti concordi nel distruggerla, perché incitati dallo stesso spirito diabolico.

 

I massacri di persone inermi e l’eccidio di cristiani colpisce al cuore, acceca, esaspera. Viene meno la speranza, e sempre più si rafforza il pensiero che la guerra sia l’unica possibilità per evitare la catastrofe. La minaccia e la paura fanno crescere, anche nella Chiesa, le voci in favore di un intervento militare dell’ONU.

 

Questo scenario si apre innanzi a noi con grande evidenza.

 

Ma non si dice che tutto questo è voluto, che tutto questo fa parte di un piano deliberato da tempo. Si vuole che dalla compassione si passi alla rassegnazione e poi a credere che serviranno altre giovani vite da offrire in olocausto alla guerra; o meglio al dio della guerra che è Satana.

 

Una sola è la diga da opporre all’inferno che avanza. Lo ripetiamo e lo gridiamo sia pur nel deserto. 

 

L’unico argine da opporre al caos e alla divisione sempre più condotta all’estremo dal dio della guerra è: la Madre della Riconciliazione Regina della famiglia apparsa a Ghiaie il 13 maggio 1944 alla piccola Adelaide Roncalli.

 

Occorre che la Chiesa si unisca tutta e innalzi il vessillo della RICONCILIAZIONE operata da Gesù Cristo con il Suo Santo Sacrificio d’Amore sulla Croce, e scacci ogni tentazione di FALSA UNITA’ al servizio del DIVISORE, il NEMICO DI DIO e amico della guerra.

 

PERCHE’ L’UMANITA’ SIA RIUNITA IN CRISTO A FORMARE UNA SOLA COSA UNA SOLA FAMIGLIA UNA ETERNA COMUNIONE D’AMORE.

 

Chiedo pertanto, umilmente, a coloro che hanno nelle mani le sorti della Chiesa e dell’umanità di non perdere altro tempo prezioso in conflitti intestini che lacerano il Corpo Santo di Cristo e colpiscono al cuore la Sua Santa Madre.

Li scongiuro: accettino la Verità nella sua pienezza come ha ordinato Il Signore!

E con la Verità aprano per tutti il cammino della Riconciliazione e del Perdono.

 

Marzo 2015